Muffe Indoor e Rischi per la Salute

Abbiamo visto come i ponti termici possano creare le condizioni ideali per la formazione di condensa e, di conseguenza, per la proliferazione di muffe. Ma perché la presenza di muffe negli edifici è considerata un problema così rilevante, tanto da richiedere verifiche specifiche in fase progettuale (come la verifica ƒRsi secondo ISO 13788)? La risposta risiede nei rischi concreti e documentati per la salute umana.

Come tecnici del settore, comprendere questi rischi ci aiuta a dare il giusto peso alla prevenzione e alla correzione dei difetti costruttivi che ne favoriscono la crescita.

Muffa e rischi per la salute

Cosa Sono le Muffe e Come Agiscono sulla Salute?

Le muffe sono funghi microscopici presenti naturalmente ovunque, sia all’esterno che all’interno. Le loro spore, invisibili a occhio nudo, viaggiano nell’aria. Quando trovano condizioni favorevoli – principalmente umidità (acqua libera o elevata umidità relativa), temperatura adeguata e nutrimento (materiali organici presenti in quasi tutti i materiali edili: legno, carta, pitture, polvere) – le spore germinano e formano colonie visibili.

Il problema per la salute deriva dal fatto che le muffe, durante il loro ciclo vitale, rilasciano nell’aria diverse sostanze:

  1. Spore: sono le “unità riproduttive” della muffa. Possono essere presenti in enormi quantità nell’aria di ambienti contaminati e sono facilmente inalabili. Molte spore contengono allergeni.
  2. Frammenti Iffali: pezzi del corpo filamentoso della muffa che possono staccarsi e diventare aerodispersi. Anche questi possono contenere allergeni o irritanti.
  3. Composti Organici Volatili Microbici (MVOC – Microbial Volatile Organic Compounds): sono gas prodotti dal metabolismo della muffa, responsabili del tipico odore di “muffa” o “stantio”. Possono avere effetti irritanti e contribuire a sintomi aspecifici.
  4. Micotossine: alcune specie di muffe (ma non tutte) possono produrre, in determinate condizioni, sostanze chimiche tossiche chiamate micotossine. Queste possono essere presenti sulle spore o sui frammenti e, se inalate, ingerite o assorbite attraverso la pelle, possono avere effetti tossici a vari livelli. La rilevanza dell’esposizione a micotossine per via inalatoria negli ambienti indoor è ancora oggetto di studio approfondito, ma è considerata un fattore di rischio potenziale.

Principali Effetti sulla Salute Documentati

Effetti della muffa sulla salute

L’esposizione a muffe indoor è associata a una serie di effetti negativi sulla salute, riconosciuti da organizzazioni come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e numerose agenzie sanitarie nazionali. I più comuni e scientificamente supportati sono:

  • Effetti sul Sistema Respiratorio
    • Aggravamento dell’Asma: è uno degli effetti più documentati. L’esposizione a muffe può scatenare attacchi d’asma in soggetti asmatici e peggiorarne il controllo.
    • Insorgenza di Asma: soprattutto nei bambini, l’esposizione precoce e prolungata a muffe indoor è considerata un fattore di rischio per lo sviluppo di asma.
    • Sintomi Respiratori: tosse, respiro sibilante (wheezing), mancanza di respiro (dispnea), senso di costrizione toracica, anche in persone non asmatiche.
    • Rinite Allergica (Febbre da Fieno): infiammazione della mucosa nasale con sintomi come starnuti, naso che cola o chiuso, prurito nasale.
    • Ipersensibilità Polmonare (Polmonite da Ipersensibilità): una rara ma grave reazione infiammatoria polmonare in soggetti sensibilizzati che inalano grandi quantità di spore.
    • Infezioni Respiratorie: in persone con sistema immunitario gravemente compromesso (es. pazienti oncologici, trapiantati), alcune muffe (come l’Aspergillus) possono causare infezioni polmonari invasive potenzialmente letali.
  • Reazioni Allergiche
    • Oltre alla rinite e all’asma allergico, l’esposizione può causare congiuntivite allergica (occhi rossi, pruriginosi, lacrimazione) e dermatiti (orticaria, eczema) in soggetti sensibili.
  • Effetti Irritativi
    • Le spore, i frammenti e gli MVOC possono irritare le mucose degli occhi, del naso e della gola, causando bruciore, prurito, lacrimazione, tosse secca, mal di gola, anche in assenza di una vera e propria allergia.
  • Altri Sintomi Segnalati (con evidenza scientifica variabile)
    • Mal di testa, affaticamento cronico, difficoltà di concentrazione, sintomi simil-influenzali. La correlazione diretta tra questi sintomi e l’esposizione a muffe è più difficile da stabilire in modo univoco rispetto agli effetti respiratori e allergici, ma sono frequentemente riportati dagli occupanti di edifici contaminati.

Chi è Più a Rischio?

Sebbene chiunque possa potenzialmente risentire dell’esposizione a muffe, alcune categorie di persone sono considerate più vulnerabili.

  • Bambini e Neonati: il loro sistema immunitario e respiratorio è ancora in fase di sviluppo.
  • Anziani: spesso hanno un sistema immunitario meno efficiente.
  • Persone con Asma o Malattie Respiratorie Croniche: sono più suscettibili a peggioramenti.
  • Soggetti Allergici: hanno una maggiore probabilità di sviluppare reazioni.
  • Persone con Sistema Immunitario Compromesso: a causa di malattie (HIV/AIDS, alcune forme di cancro) o terapie (chemioterapia, farmaci immunosoppressori post-trapianto).

Implicazioni per la Progettazione e la Ristrutturazione

Prevenire meglio che curare

La conoscenza di questi rischi rafforza l’importanza di un approccio proattivo da parte dei tecnici del settore.

  1. Prevenire è Meglio che Curare: la strategia più efficace è impedire la crescita della muffa agendo sulla causa primaria: l’eccesso di umidità. Questo significa progettare e realizzare involucri edilizi che:
    • minimizzino i ponti termici per evitare superfici fredde e condensa
    • gestiscano correttamente il vapore acqueo (verifica termoigrometrica)
    • siano protetti dalle infiltrazioni d’acqua (piovana, da impianti)
    • prevedano una ventilazione adeguata per smaltire l’umidità interna.
  2. Diagnosi Accurata: in caso di problemi in edifici esistenti, identificare correttamente la causa dell’umidità (condensa da ponte termico, infiltrazioni, risalita capillare, perdite) è fondamentale prima di qualsiasi intervento di bonifica. Rimuovere la muffa senza eliminare la causa dell’umidità è inutile.
  3. Bonifica Adeguata: la rimozione della muffa visibile e la sanificazione delle superfici devono essere eseguite con procedure corrette per evitare la dispersione di spore e proteggere la salute degli operatori e degli occupanti.

In conclusione, la lotta ai ponti termici non è solo una questione di efficienza energetica o di estetica, ma una componente essenziale della progettazione di edifici sani. Evitare la formazione di muffe significa proteggere attivamente la salute e il benessere delle persone che abiteranno quegli spazi.

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