Impianto Riscaldamento a Pavimento Radiante: Risposte alle Principali Domande dei Lettori

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La gestione di un impianto di riscaldamento a pavimento radiante diventa estremamente semplice se si pensa che alla base del suo funzionamento insiste il concetto di attivazione della massa termica.

La massa termica di riferimento nel caso specifico è la superficie del rivestimento superiore che si comporta come un grande radiatore avente una superficie di emissione pari a quella dell’ambiente riscaldato.

Diversi lettori pongono delle questioni sul riscaldamento radiante a pavimento. Ho raccolto qui le risposte alle domande più richieste, cercando di rendere utili anche a te queste informazioni.

Impianto riscaldamento a pavimento radiante risposte alle domande frequenti

Queste sono le domande più frequenti (hai altre domande?):

  • Come gestire al meglio un pavimento radiante e la regolazione della temperatura?
  • Come regolo i flussometri sul collettore?
  • Come gestisco l’impianto a pavimento se non dispongo del progetto dell’installatore (e quindi non so quanto sono lunghi gli anelli, che passo hanno, che portata dovrebbero avere, qual è la potenza termica di ciascuno)?
  • Come gestisco l’impianto se ho una caldaia centralizzata (condominio) e ogni appartamento ha il suo conta-calorie? (Cambia qualcosa dalla situazione in cui ho la caldaia autonoma?)
  • Che differenza c’è fra l’avere la sonda esterna che decide la temperatura di mandata e non averla?

Come Gestire al Meglio un Pavimento Radiante e la Regolazione della Temperatura?

Regolazione impianto a pavimento radiante

La migliore gestione dell’impianto a pavimento radiante dal punto di vista del comfort ambientale è la realizzazione di due zone termiche a diversa temperatura controllabile: zona giorno e zona notte.

Il controllo della temperatura in ciascuna zona può eseguirsi per mezzo di un semplice termostato ON/OFF che chiude in contatto elettrico su di un attuatore elettrotermico normalmente chiuso posizionato sulle circuitazioni di mandata di ciascun locale.

In questo modo si possono regolare due diverse zone a temperatura differenziate, anche se di valore operante diverso (20°C zona giorno, 17°C zona notte). 

Affinchè il comfort abitativo non subisca variazioni a causa della riduzione notturna, è suggeribile mantenere l’impianto in una condizione di esercizio continuativo, diversamente per quanto concepibile con corpi scaldanti tradizionali soggetti a pendolazioni di funzionamento.

Come Regolo i Flussometri sul Collettore?

Come regolare i flussometri sui collettori

I flussometri posizionati sul collettore di mandata della cassetta di distribuzione vanno regolati secondo le condizioni al contorno dell’impianto da dimensionare.

In particolare, nota la temperatura ambiente da raggiungere e le dispersioni globali dell’ambiente da climatizzare, si esegue quella che viene definita taratura dell’anello sulla base della portata volumetrica richiesta per soddisfare la condizione di temperatura prevista.

Tale procedura si esegue regolando in litri/minuto il flussometro indipendentemente dalla sua scala di taratura. La medesima operazione si esegue su tutti gli anelli consentendo così di bilanciare l’impianto per le portate di progetto previste a fronte delle temperature richieste.

Qualora non si proceda alla suddetta procedura, si correrebbe il rischio di non bilanciare l’impianto ai carichi termici richiesti creando così delle zone di temperatura in eccesso causate da portate superiori e zone di temperatura in difetto a causa di scarse portate (secondo le portate di progetto).

Come Gestisco l’Impianto a Pavimento se non Dispongo del Progetto dell’Installatore (e quindi non so quanto sono lunghi gli anelli, che passo hanno, che portata dovrebbero avere, qual è la potenza termica di ciascuno)?

Progettazione pavimento radiante

Senza un disegno esecutivo redatto in prima emissione da un progettista e adeguato poi alle lunghezze di posa eseguite, la procedura di taratura diventa meno tecnica e più empirica in quanto mancano le informazioni legate alle portate di progetto.

A questo punto, supponendo che la portata di progetto sia sufficiente in ingresso alle zone da collettore, anello per anello si parte da una posizione iniziale di completa apertura del circuito e si comincia a chiudere finchè la differenza di temperatura tra mandata e ritorno non sia superiore ai 7-10°C.

In questo modo il metodo empirico si avvicina a quello tecnico, ma con grande approssimazione se non ci sono informazioni di riferimento nemmeno sul passo di posa della distribuzione.

In tal modo però, la taratura dei collettori e quindi degli anelli non prevede la corretta calibrazione della temperatura ambientale.

Come Gestisco l’Impianto di Riscaldamento a Pavimento Radiante se Non Ho una Caldaia Autonoma, ma Centralizzata (condominio) e ogni Appartamento Ha il suo Conta-Calorie? (Cambia qualcosa dalla situazione in cui ho la caldaia autonoma?)

Riscaldamento centralizzato e pavimento radiante

La gestione del pavimento radiante in presenza di un impianto centralizzato e non autonomo, dipende dalla configurazione del controllo remoto posizionato in ogni singola unità abitativa (se esiste).

In ragion di questo anche un impianto radiante di tipo centralizzato può essere ottimamente gestito se anche la produzione di calore da parte del generatore segue le caratteristiche dell’impianto.

In particolare l’impiego di generatori di calore con campi di modulazione di potenza su intervalli di temperatura 20 – 80 °C consente di adeguare il carico termico della caldaia al fabbisogno dell’impianto.

In questo modo il rendimento di emissione globale stagionale risulta, per gestione delle temperature e dei carichi termici nel transitorio del periodo stagionale, più elevato.

L’impiego di un conta calorie o misuratore di portata volumetrica non aumenta e non interviene direttamente in alcun modo sull’efficienza dell’impianto quanto piuttosto sul consumo specifico di ogni singola unità.

Che Differenza c’è fra l’Avere la Sonda Esterna che Decide la Temperatura di Mandata e Non Averla?

Sonda temperatura esterna e riscaldamento e pavimento radiante

La gestione dell’impianto radiante (anzi di qualunque impianto termico) attraverso l’impiego di un sensore di temperatura esterna diventa fondamentale allo scopo di ottenere la giusta quantità di calore quando serve nei vari periodi dell’anno.

In particolare la regolazione che usa tecniche REM non ha solo l’obiettivo di adeguare i carichi termici alle condizioni di temperatura esterna, ma anche quello di ottimizzare, sulla base delle temperature desiderate all’interno degli ambienti, anche un consumo di combustibile fossile da parte delle utenze.

Hai altre domande o indicazioni da condividere? I tuoi commenti sono ben graditi.

Approfondimenti

A cura di Ing. Gennaro Vietri

Photo credit: donna-andrew, Joel Kramer, moppet, selkovjr, Richard Ash, hukseflux

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