Autocostruzione e Autorecupero in Edilizia: Sostenibilità Ecologica, Economica e Sociale



Il nuovo fenomeno abitativo del cohousing o autocostruzione è sempre crescente in Italia. A partire dall’aspetto edilizio, l’autocostruzione di case ecologiche presenta forti caratteristiche ambientali, economiche e sociali.

In pratica, gruppi di persone si uniscono per costruirsi da soli la propria casa – l’ultima notizia di cronaca riguarda la costituzione e l’avvio del cantiere di un progetto innovativo a Cesano di Senigallia – e da qualche anno si leggono sempre più annunci per reclutare e coinvolgere cittadini interessati, prevalentemente nei piccoli centri, in attesa che anche nei comuni più grandi le testate che pubblicano annunci a Roma o in altre città, aiutino a far partire nuove esperienze.

Photo credit: TheGiantVermin

Nel caso specifico, a Cesano di Senigallia la Cooperativa Edilizia Le Mani per Vivere Insieme prevede la realizzazione del progetto di autocostruzione di venti alloggi in bioarchitettura e bioedilizia ed è una delle azioni sociali scaturita, fra l’altro, da un finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali alla Provincia di Ancona per attività di inclusione sociale dei migranti.

La cooperativa è costituita da italiani e immigrati ed è presieduta da un italiano con una vicepresidente cinese. Tutti gli associati dedicano alla costruzione degli appartamenti – com’è nella logica del cohousing – un monte ore di lavoro organizzativo e manuale con un particolare riguardo a soluzioni, tecniche e prodotti ecocompatibili e di rispetto ambientale.

Scelte che orientano anche il ciclo di vita dell’edificio in termini di energia, riscaldamento, smaltimento rifiuti, arredamenti interni e ogni altro aspetto dell’impatto ambientale con riguardo anche gli spazi comuni che possono ospitare servizi di utilità (eventuali giardini, orti, parchi giochi, palestre, lavanderie, rimesse auto ecc.) organizzati, realizzati e gestiti anch’essi con la stessa logica ambientale.






Fuori dal caso specifico, costruirsi la casa o adattare un alloggio (in questo caso si parla di autorecupero) fa parte della storia dell’uomo anche in tempi più recenti nei quali l’edilizia ha assunto una connotazione più specialistica e industriale. Una pratica diffusa tra i ceti popolari e maggiormente presente in alcuni Paesi del Nord Europa e negli Stati Uniti.

Queste due modalità dell’abitare sostenibile – che prevedono la presenza di esperti specializzati in grado di progettare, guidare il lavoro e sostenere in ogni modo i costruttori – possono essere totali e parziali e consentono un cospicuo abbattimento dei costi di costruzione e di accesso ad un’abitazione. Un risparmio relativo alla percentuale di opere realizzabili che può variare approssimativamente tra il 40 e il 60% della spesa totale.

Oggi, le scelte progettuali e tecnologiche adottate nell’autocostruzione assistita e nell’autorecupero contribuiscono a realizzare abitazioni ed edifici competitivi con quelli della produzione corrente a livello di qualità architettonica, durabilità, risparmio energetico e biocompatibilità. Con l’ulteriore vantaggio che tale procedura può diventare un utile strumento per la formazione di manodopera qualificata e per l’aumento delle opportunità di impiego degli stessi autocostruttori.

Inoltre, il perdurare della crisi economica ha comportato un continuo impoverimento delle risorse degli enti locali i quali sempre meno provvedono alla realizzazione di abitazioni di tipo popolare; optando maggiormente per la vendita di terreni pubblici a imprese che offrono, in cambio, una quota degli alloggi finiti che troppo spesso presentano costi troppo elevati per chi vorrebbe prenderne uno in locazione o acquistarlo.

In un’ottica di sviluppo sostenibile, i percorsi della nuova edilizia non possono prescindere, oltre che dall’impatto ambientale, anche dalle numerose e articolate questioni economiche e sociali strettamente connesse.

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  1. Bordar

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