Quando si parla di “edificio sostenibile”, la mente corre subito a immagini ormai familiari: pannelli solari che catturano l’energia del sole, pareti ben isolate e bollette ridotte al minimo. Ma questa visione, per quanto positiva, racconta solo una parte della storia.
Esiste infatti un’altra faccia, molto meno visibile, dell’impatto ambientale di un edificio — quella che si nasconde nei materiali e nei processi di costruzione, ben prima che l’edificio venga abitato o accenda il primo impianto.
Questa quota nascosta di emissioni prende il nome di carbonio incorporato. Per anni è rimasta fuori dal radar delle valutazioni ambientali, mentre l’attenzione era tutta rivolta ai consumi energetici in fase d’uso. Oggi, grazie a strumenti avanzati come l’Analisi del Ciclo di Vita (LCA), siamo finalmente in grado di osservare il quadro completo: dalle materie prime estratte per costruire l’edificio, fino alla sua dismissione.
Ne abbiamo parlato con l’ingegnere energetico Giuseppina Buttitta, che ci ha aiutati a comprendere come questa prospettiva stia cambiando profondamente il modo di progettare e costruire gli edifici del futuro.

1. L’Impronta Nascosta: l’8% delle Emissioni Globali è nei Materiali Edili
Per capire il vero impatto di un edificio, dobbiamo distinguere tra due tipi di emissioni.
Il carbonio operativo è quello che tutti conosciamo: le emissioni generate durante l’uso dell’edificio per riscaldamento, raffrescamento ed elettricità.
Il carbonio incorporato (embodied carbon) è invece la somma di tutte le emissioni generate per produrre e trasportare i materiali, costruire e, infine, demolire l’edificio.
I dati sono impressionanti: il settore edilizio è responsabile del 42% delle emissioni globali.
Tradizionalmente, ci siamo concentrati sulla fetta più grande, quel 27% che deriva dalla gestione e dai consumi (carbonio operativo). Ma abbiamo trascurato una quota enorme e fino a oggi invisibile.
Secondo le stime, il 15% delle emissioni totali è legato ai materiali da costruzione, ma questo dato va scomposto per capire la vera portata del problema: il 7,7% delle emissioni globali deriva dai materiali usati negli edifici e un ulteriore 7,3% da quelli usati per le infrastrutture. Pensiamo al cemento: ogni fase – estrazione, trasformazione in clinker ad altissime temperature, trasporto e posa in opera – genera CO₂ prima ancora che l’edificio sia abitato.
2. Il Paradosso dell’Efficienza: Meno Consumi, Più Peso ai Materiali
Stiamo assistendo a un paradosso interessante. Grazie a due trend positivi – la progressiva decarbonizzazione della rete elettrica e la crescente efficienza energetica dei nostri edifici – l’impatto del carbonio operativo sta lentamente diminuendo. Meno energia consumiamo e più “pulita” è quell’energia, minore sarà l’impronta del nostro edificio durante la sua vita utile.
La conseguenza logica è che il peso percentuale del carbonio incorporato (quello dei materiali) sull’impatto totale sta diventando sempre più dominante. In un edificio a energia quasi zero, la maggior parte del suo impatto ambientale non deriverà più dal suo utilizzo, ma dalle scelte fatte in fase di progettazione sui materiali. È questa la nuova frontiera della sostenibilità, il campo in cui si giocherà la vera partita per l’edilizia a impatto zero.
“…se invece consideriamo soltanto la parte correlata proprio al consumo di energia durante l’utilizzo dell’edificio, ecco, ci perdiamo una parte fondamentale delle emissioni legate all’edificio.“
– Ing. Giuseppina Buttitta
3. Non Solo CO₂: L’Impatto Ambientale è un Mosaico Complesso
L’errore più comune è pensare che l’LCA serva solo a calcolare l’impronta di carbonio, tecnicamente nota come Global Warming Potential (GWP). In realtà, questo è solo uno dei tanti indicatori che un’analisi completa prende in considerazione. La vera sostenibilità richiede una visione olistica, perché un materiale a basse emissioni di CO₂ potrebbe avere un impatto devastante su altri fronti.
L’Analisi del Ciclo di Vita valuta un mosaico di impatti ambientali, offrendo una visione molto più onesta e completa. Tra gli indicatori chiave troviamo:
- Potenziale di riduzione dello strato di ozono: l’impatto sulle emissioni che danneggiano lo scudo protettivo del nostro pianeta.
- Consumo idrico: quanta acqua dolce viene consumata per produrre un determinato materiale.
- Potenziale di acidificazione: il contributo di un materiale alla formazione delle piogge acide, che danneggiano foreste ed ecosistemi acquatici.
- Potenziale di esaurimento delle risorse: una misura di quanto “pesiamo” sulle materie prime abiotiche, come minerali e combustibili fossili non rinnovabili.
4. Non Più un’Opzione, ma un Obbligo: L’LCA Diventa Legge
Fino a ieri, l’LCA era uno strumento per accademici o per ottenere punteggi extra in certificazioni volontarie.
Tutto questo sta per cambiare.
La nuova Direttiva Europea sulle Prestazioni Energetiche nell’Edilizia (EPBD), nota come “Direttiva Casa Green”, sta trasformando l’analisi del ciclo di vita da una best practice a un obbligo di legge.
Questa direttiva lavora in tandem con il Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR), che entro il 2026 renderà obbligatorie le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD), fornendo i dati necessari per eseguire i calcoli.
Le scadenze sono già fissate e definiscono una roadmap chiara per il settore:
- Entro il 1° gennaio 2027: l’Italia dovrà comunicare alla Commissione Europea i valori limite di GWP (l’impronta di carbonio) per i nuovi edifici. Questo è il momento in cui l’obbligo astratto diventerà un target numerico concreto.
- Dal 1° gennaio 2028: diventa obbligatorio calcolare il GWP per tutti i nuovi edifici con superficie superiore a 1000 m² e, punto cruciale, inserire questo valore nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE).
- Dal 1° gennaio 2030: l’obbligo si estende a tutti gli edifici di nuova costruzione, senza eccezioni, rendendo l’impronta di carbonio del ciclo di vita un dato fondamentale del certificato energetico.
Questo cambiamento epocale trasforma l’LCA da un “nice-to-have” a un requisito fondamentale per progettare e costruire in Europa.
5. Progettare l’Impatto: L’LCA come Strumento Creativo, non solo di Misura
L’aspetto più potente dell’LCA non è la sua capacità di misurare l’impatto a posteriori, ma di guidare le scelte progettuali in tempo reale.
Un caso studio su una scuola in Irlanda lo dimostra perfettamente. Il progetto iniziale, con una struttura in muratura portante, ha ricevuto un verdetto impietoso dalla prima analisi LCA: Classe D di impatto, ben lontano dall’obiettivo di raggiungere almeno la Classe B, definita come emissioni inferiori a 540 kg di CO₂ per metro quadro.
Invece di essere un ostacolo, l’analisi è diventata una mappa. I dati hanno mostrato che i muri esterni contribuivano per circa il 13% delle emissioni totali.
I progettisti hanno simulato alternative: prima una struttura a telaio in cemento armato, che ha migliorato il risultato portando l’edificio in Classe C, e poi, vedendo che gli elementi strutturali erano il nuovo punto critico, hanno sostituito il cemento armato con il legno.
Questa decisione, guidata dai dati, ha permesso di ridurre drasticamente le emissioni e raggiungere finalmente il target. L’LCA non è un esame finale, ma uno strumento creativo che trasforma i vincoli in opportunità per costruire in modo realmente sostenibile.
La Prossima Domanda che Faremo a un Edificio
Il messaggio è chiaro e inequivocabile: il focus della sostenibilità in edilizia si sta spostando in modo definitivo dal solo “uso” dell’edificio al suo “ciclo di vita completo”.
Stiamo imparando che i materiali contano tanto quanto i consumi, e che le decisioni prese sulla carta hanno conseguenze ambientali che durano decenni.
Le normative future non faranno che accelerare questa presa di coscienza.
La prossima volta che guarderemo un nuovo edificio, la domanda non sarà più solo “Quanto consumerà?”, ma “Quanto è costato, davvero, al nostro pianeta?“.
PER APPROFONDIRE
- Cos’è l’Analisi del Ciclo di Vita (LCA) negli Edifici? Una Guida per Principianti
- Le 4 Fasi Chiave dell’LCA negli Edifici: Dalla Culla alla Tomba
- Perché l’Analisi del Ciclo di Vita Sta Rivoluzionando l’Edilizia: Benefici e Sfide
- 5 Casi Studio Reali: Come l’LCA Ha Trasformato Progetti Edilizi
- Implementa l’Analisi del Ciclo di Vita nel Tuo Prossimo Progetto Edilizio








