Stai verificando la luce naturale di una stanza e hai già calcolato il rapporto fra superficie apribile e pavimento. Per sapere quanta luce arriva all’interno ti serve anche il fattore medio di luce diurna (FLDm).
Il FLDm confronta la luce naturale diffusa che raggiunge in media un piano interno con quella disponibile all’esterno e si esprime in percentuale. Per calcolarlo servono geometria del locale, caratteristiche delle finestre e dei vetri, riflettanze delle superfici e ostruzioni. La sola superficie finestrata non basta.
Vuoi passare alla simulazione? VELUX mette a disposizione un software gratuito nella pagina ufficiale di VELUX Daylight Visualizer. Puoi seguire il nostro tutorial sul calcolo del FLDm, tenendo presente che risale al 2013 e mostra schermate e comandi che possono differire dalla versione attuale.
Il rapporto di 1/8 tra superficie finestrata apribile e pavimento non dimostra un FLDm del 2%. Si tratta di due verifiche distinte, entrambe richieste per i locali d’abitazione cui si applica l’art. 5 del D.M. 5 luglio 1975. D.M. 5 luglio 1975, art. 5.

Come si calcola il fattore medio di luce diurna?
Per arrivare alla media di una stanza, parti dal fattore di luce diurna in un singolo punto, indicato con FLD, cioè il rapporto percentuale tra l’illuminamento interno e quello esterno simultaneo, riferiti allo stesso cielo ed escludendo la luce solare diretta. All’esterno il riferimento è un piano orizzontale non ostruito; all’interno va dichiarato il piano sul quale si valuta la luce. L’illuminamento si misura in lux. Approfondimento tecnico VELUX sul daylight factor.
FLD (%) = 100 × Eint / Eest
- Eint: illuminamento nel punto interno considerato, in lux.
- Eest: illuminamento esterno simultaneo sul piano orizzontale non ostruito, in lux.
Dal valore puntuale passi al FLDm facendo la media spaziale dei fattori di luce diurna sull’area di riferimento. Nella relazione devi quindi dichiarare piano, altezza, area e griglia di calcolo. Se i punti rappresentano porzioni di uguale area, si può usare la media aritmetica dei loro valori; con aree rappresentate diverse serve una media pesata per area. La media non descrive da sola come la luce è distribuita nella stanza.
Un esempio numerico
Supponiamo che l’illuminamento medio sull’area interna considerata sia 200 lux e che quello esterno simultaneo sia 10.000 lux, nelle condizioni di riferimento appena descritte:
FLDm = 100 × 200 / 10.000 = 2%.
Con questi numeri puoi controllare come si ottiene la percentuale. Per verificare un edificio reale devi anche esaminare la distribuzione della luce, perché una media del 2% può nascondere punti molto meno illuminati.
Quali dati servono per calcolare il FLDm?
La luce interna comprende il contributo del cielo e quelli delle riflessioni esterne e interne. Per descrivere il locale, raccogli almeno questi dati:
- Geometria del locale: dimensioni e forma, profondità, altezza e posizione delle aperture.
- Finestre e vetri: area vetrata, telai e trasmissione luminosa del vetro.
- Superfici interne: aree e riflettanze di pareti, pavimento e soffitto, con le assunzioni sugli elementi presenti nel modello.
- Ostruzioni e schermature: edifici vicini, aggetti, balconi, spessori delle aperture e schermature nella configurazione analizzata.
- Condizioni delle superfici: eventuali fattori di manutenzione o sporco previsti dal metodo utilizzato.
- Piano e griglia: altezza, area esaminata, distanze fra punti ed eventuali fasce escluse.
Scegli il piano di lavoro in base all’uso del locale e al metodo applicabile alla verifica e riportane l’altezza insieme ai risultati, così chi legge può capire a quale piano si riferiscono i valori calcolati. Per controllare le impostazioni di simulazione, consulta anche la documentazione tecnica degli strumenti VELUX.
Calcolo semplificato del FLDm: ipotesi e limiti
Un metodo semplificato può stimare il valore medio combinando area delle aperture, trasmissione luminosa, quota di cielo visibile e riflessioni interne. Prima di inserire i coefficienti, però, devi conoscerne la provenienza e controllare che tabelle e ipotesi geometriche siano adatte al locale che stai esaminando.
La formula semplificata già presentata in questo articolo è riportata anche nel rapporto ENEA, equazione (25), pagina 39. Esprimendo il risultato in percentuale:
FLDm (%) ≈ 100 × (Af × t × ε × ψ) / [Atot × (1 − rm)]
- Af: area della finestra al netto del telaio.
- t: trasmissione luminosa del vetro.
- ε: fattore finestra, rapporto tra illuminamento nel suo baricentro e quello su un piano orizzontale esterno liberamente esposto al cielo.
- ψ: fattore di riduzione legato all’arretramento e all’ombreggiamento della finestra.
- Atot: area complessiva delle superfici che delimitano l’ambiente.
- rm: riflettanza media delle superfici interne, ponderata per area.
Quando compili la formula, esprimi le aree nella stessa unità e inserisci trasmissione e riflettanza come frazioni, non come numeri percentuali. Il rapporto ENEA chiarisce inoltre che ottieni una stima del contributo diffuso medio, insufficiente a descrivere tutte le condizioni reali di illuminazione.
Per leggere anche la distribuzione della luce e individuare i punti meno illuminati, devi andare oltre il valore medio. Una simulazione permette di descrivere con maggiore dettaglio geometrie articolate e ostruzioni complesse, ma richiede un controllo attento del modello e degli input. Anche l’abbagliamento richiede una valutazione distinta dal solo FLDm. Il metodo scelto deve inoltre essere ammesso dalla procedura applicabile alla verifica che si intende documentare.
Calcolo con software gratuito: da dove iniziare
VELUX Daylight Visualizer è disponibile attraverso il sito del produttore. Il nostro tutorial del 2013 illustra il percorso di modellazione e calcolo con la versione di allora; per accesso al download e istruzioni aggiornate usa la documentazione VELUX.
- Definisci cosa vuoi verificare: FLDm sotto cielo coperto oppure altre metriche di luce diurna.
- Modella il locale e il contesto: inserisci aperture, vetri, materiali e ostruzioni rilevanti.
- Imposta piano, area e griglia: documenta le scelte e controlla che i risultati si riferiscano alla zona desiderata.
- Leggi media e distribuzione: conserva il modello, le impostazioni, la versione del software e il rapporto di calcolo.
Conservare questi dati ti permette di ricostruire il calcolo e discuterne le scelte. La conformità del progetto richiede comunque una verifica del professionista. Il percorso proposto usa il software esterno; questa pagina non contiene un calcolatore online né un foglio Excel FLDm da scaricare.
FLDm del 2% e superficie apribile di 1/8: cosa prevede il decreto
Per i locali degli alloggi, l’art. 5 del D.M. 5 luglio 1975 richiede illuminazione naturale diretta adeguata all’uso, con le eccezioni indicate per servizi igienici, disimpegni, corridoi, vani scala e ripostigli. Per ciascun locale d’abitazione disciplina due requisiti:
- FLDm almeno pari al 2%.
- Superficie finestrata apribile almeno pari a 1/8 della superficie del pavimento.
Nella relazione vanno quindi documentati sia il risultato del calcolo luminoso sia il rapporto geometrico. Dividere l’area della finestra per quella del pavimento risponde solo alla seconda verifica, purché si consideri la superficie apribile richiesta dal decreto.
Prima di adottare queste soglie, controlla destinazione, data, zona, vincoli e disposizioni locali. Esistono discipline particolari per gli immobili precedenti all’entrata in vigore del decreto che ricadono in zone A o B o assimilate e per gli immobili culturali sottoposti a tutela. La sola età dell’edificio non basta per applicare una deroga. La sentenza della Corte costituzionale n. 86/2026 chiarisce il perimetro del decreto e la disciplina degli immobili anteriori; per gli immobili tutelati il riferimento è l’art. 10, comma 2-bis, del D.L. 76/2020.
UNI 10840 e UNI EN 17037: riferimenti diversi
Nel catalogo UNI sono in vigore la UNI 10840:2007 per l’illuminazione naturale e artificiale dei locali scolastici e la UNI EN 17037:2022 per la luce diurna negli edifici. Quest’ultima tratta anche distribuzione della luce, vista verso l’esterno, esposizione al sole e abbagliamento. Un progetto che richiama questa norma richiede quindi un esame più ampio del solo FLDm.
Le norme tecniche UNI e i requisiti di legge hanno ruoli distinti. Prima di impostare la verifica, controlla quali documenti siano richiamati dalla disciplina o dagli atti applicabili al progetto.
Il cielo coperto descrive tutta la luce dell’anno?
Nel calcolo classico del daylight factor si assume il cielo coperto come condizione di riferimento. Questo permette di confrontare i risultati del modello, ma non descrive tutte le situazioni che il locale incontra durante l’anno. Orientamento, ora e stagione restano rilevanti nelle condizioni reali. Le valutazioni annuali basate sul clima usano dati locali e temporali e rispondono a domande diverse sulla disponibilità di luce. Confronto tecnico tra daylight factor e metriche annuali.
Quando hai individuato requisito e metodo applicabili e raccolto i dati del locale, puoi passare al tutorial di simulazione del fattore medio di luce diurna.
Photo credit: seier, pixelasso, Velux









Dove posso trovare la seconda parte di questo articolo relativa all’utilizzo di velux?
Grazie
Ciao Cristina, l’articolo sarà presto pubblicato su MyGreenBuildings.org.
Se sei iscritta alla newsletter di MyGreenBuildings, sarai avvisata tempestivamente.
A presto!
Ciao,
sai se è uscita la seconda parte con il foglio di calcolo per EpIll?
Grazie
Saluti
Sonia
Ciao non sono al corrente di fogli excel per il calcolo dell’EPill, ma cercherò di realizzarne uno appena possibile.
Buona giornata.
Ciao ho pubblicato la seconda parte dell’articolo con il tutorial su Velux Daylight Visualizer per il calcolo del fattore medio di luce diurna.