Decreto 127/2025: cosa ha cambiato per le CER, un anno dopo

Due numeri sulla stessa misura sembrano raccontare storie opposte. Il primo: le comunità energetiche hanno superato l’obiettivo di potenza fissato dal PNRR, 1.759 MW richiesti contro i 1.730 previsti. Il secondo: i fondi destinati a quella misura sono stati tagliati del 64%, da 2,2 miliardi a 795,5 milioni di euro.

Hanno ragione entrambi. Il collegamento fra i due passa proprio dal decreto di cui parla questo articolo.

Il decreto ministeriale n. 127 del 16 maggio 2025, in vigore dal 26 giugno, ha corretto il decreto CACER per allargare la platea di chi poteva chiedere il contributo in conto capitale. Ha funzionato: le domande sono arrivate in massa fino alla chiusura dello sportello, il target di potenza è stato raggiunto e la dotazione è stata riallineata a quanto serviva davvero. Ecco cosa aveva cambiato quel decreto e quali di quelle regole valgono ancora oggi.

Comunità energetiche novità decreto 127-2025

Le cinque modifiche del decreto 127

Il decreto è un provvedimento correttivo: non ha creato niente di nuovo, ha allentato cinque vincoli del decreto CACER che stavano frenando le domande.

CosaPrimaDopo il decreto 127
Comuni ammessisotto 5.000 abitantisotto 50.000 abitanti
Anticipo erogabile dal GSE10% del contributo30% del contributo
Persone fisicheammesse con limitazioni sul cumuloammesse senza riduzioni
Entrata in esercizio30 giugno 202631 dicembre 2027
Fine lavoridefinizione assenteinclude le opere di connessione alla rete

A queste si aggiunge la retroattività, che tratto più avanti perché è la novità che ha avuto l’effetto più immediato. Se stai valutando adesso una configurazione, il corso sulle comunità energetiche lavora su casi già istruiti col GSE.

Contesto normativo comunità energetiche rinnovabili

Perché la soglia dei comuni è passata da 5.000 a 50.000 abitanti?

Perché con il limite dei 5.000 abitanti la misura non spendeva. Il PNRR aveva riservato i contributi ai piccoli centri, dove però mancano spesso sia le strutture tecniche per istruire una pratica GSE sia i consumi che rendono conveniente una comunità energetica. Il risultato era una misura ricca di fondi e povera di domande.

Alzando l’asticella a 50.000 abitanti, il decreto ha aperto ai centri di media dimensione, cioè a oltre il 70% dei comuni italiani, quelli che hanno una scuola, una piscina comunale, un municipio con consumi veri e un ufficio tecnico in grado di seguire la pratica. È lì che l’energia condivisa trova i prelievi diurni che servono a far quadrare i conti.

Chiarito il perimetro, il contributo è rimasto quello: fino al 40% dei costi ammissibili per impianti fino a 1 MW inseriti in una CER o in un gruppo di autoconsumatori.

Le Principali Novità Introdotte dal Decreto 127-2025

Come si ottiene l’anticipo del 30%?

Il salto dal 10 al 30% è la modifica che ha inciso di più sui progetti piccoli, dove il problema non è la convenienza, ma la cassa: senza anticipo, il beneficiario deve pagare l’impianto e aspettare il saldo a lavori finiti.

Le regole operative in vigore chiedono due documenti per ottenerlo. Il primo è una fideiussione bancaria o assicurativa che copra il 100% della somma anticipata, redatta secondo il modello pubblicato dal GSE e firmata digitalmente dal garante. Il secondo è la comunicazione del conto corrente dedicato, come prescrive la legge sulla tracciabilità dei flussi finanziari.

Vale la pena sapere come funziona la garanzia, perché è la parte che sorprende: il GSE la restituisce solo dopo aver chiuso con esito positivo la valutazione del saldo; la escute per intero se il beneficiario rinuncia dopo aver incassato l’anticipo. Chi ha un impianto sopra i 200 kW ha in alternativa una terza via, cioè chiedere una quota intermedia del 40% una volta sostenuto il 40% delle spese, senza fideiussione.

Se stai valutando quale strada scegliere per finanziare l’impianto, il business plan di un gruppo di autoconsumo condominiale mostra come cambiano i numeri a seconda di quando entrano i soldi.

Chi può entrare in una CER, dopo il decreto bollette

Qui serve una premessa che evita una confusione frequente: sulle comunità energetiche pesano due decreti legge diversi, entrambi numerati 19, a un anno di distanza.

  • Il decreto legge 28 febbraio 2025, n. 19, il cosiddetto decreto bollette, convertito con la legge 60/2025, che ha allargato l’elenco dei soggetti ammessi in una CER.
  • Il decreto legge 19 febbraio 2026, n. 19, il decreto PNRR, convertito con la legge 50/2026, che ha riscritto tempi e governance del contributo.

Il primo ha modificato in sede di conversione l’articolo 31 del decreto legislativo 199/2021 e ha messo nero su bianco chi può essere membro: persone fisiche, PMI anche partecipate da enti territoriali, associazioni, aziende territoriali per l’edilizia residenziale, istituti pubblici di assistenza e beneficenza, aziende pubbliche di servizi alla persona, consorzi di bonifica, enti e organismi di ricerca e formazione, enti religiosi, enti del terzo settore, associazioni di protezione ambientale e amministrazioni locali dell’elenco ISTAT.

Non è un elenco decorativo. Molti di quei soggetti sono gli stessi su cui non si applica la decurtazione della tariffa incentivante quando la CER incassa il contributo in conto capitale, il che rende una comunità a trazione pubblica o associativa molto più conveniente di quanto suggerisca il calcolo standard.

La retroattività: chi aveva già presentato domanda

Le condizioni migliorative non sono partite dal giorno dopo, ma si sono applicate anche ai progetti presentati prima. Le regole operative fissano lo spartiacque al 26 giugno 2025, data di entrata in vigore del decreto.

Chi aveva depositato una domanda con l’anticipo al 10% e il vecchio termine di esercizio se l’è vista aggiornare senza dover rifare nulla. È una scelta rara nei bandi pubblici, che ha evitato l’effetto perverso che punisce chi si è mosso per primo.

Retroattività normativa DM 127-2025 comunità energetiche rinnovabili

Cosa è rimasto in piedi nel 2026?

Delle cinque modifiche appena viste, oggi tre valgono ancora, una è stata assorbita da un provvedimento successivo e una è stata superata del tutto.

Modifica del decreto 127Stato oggi
Comuni sotto i 50.000 abitantivale, è il perimetro della misura
Anticipo al 30%vale, con fideiussione
Persone fisiche senza riduzioni sul cumulovale
Entrata in esercizio entro il 31 dicembre 2027vale, ma il conteggio parte da un’altra data
Fine lavori entro il 30 giugno 2026abrogata

Le due righe finali meritano una spiegazione, perché è lì che si sbagliano i cronoprogrammi. Le regole operative Facility CACER del 27 marzo 2026 hanno abrogato in modo espresso il vincolo del fine lavori: il 30 giugno 2026 è oggi il termine entro cui il GSE stipula gli accordi di concessione, non quello entro cui l’impianto deve essere finito. I 24 mesi per l’entrata in esercizio decorrono dalla comunicazione di quell’accordo, sempre entro il tetto del 31 dicembre 2027.

Nel frattempo è cambiato anche chi tiene il timone: il GSE è subentrato al ministero come soggetto attuatore unico, quindi concede, eroga, controlla e revoca. Il quadro completo di quello che vale adesso, tariffe comprese, sta in regole operative GSE per le CER.

Nuove regole operative CER del GSE

Il paradosso: obiettivo superato, fondi tagliati

Torniamo ai due numeri dell’apertura. Lo sportello ha chiuso il 30 novembre 2025 e al 20 novembre le richieste coprivano già 1.759 MW, contro una milestone PNRR di 1.730 MW. L’obiettivo di potenza della misura, quindi, è stato raggiunto e superato.

Il taglio delle risorse, spiega il MASE, non nasce da una bocciatura, ma da un errore di stima all’origine. I 2,2 miliardi del 2021 erano calcolati ipotizzando prestiti a tasso zero fino al 100% dei costi ammissibili. Dal 2023 il sostegno è diventato contributo a fondo perduto, che le regole europee sugli aiuti di Stato fermano al 40% della spesa: a parità di impianti realizzati, serve meno della metà del denaro. Da qui il riallineamento «al fabbisogno effettivo della misura».

Resta il fatto che le domande valgono più della cassa disponibile, con due conseguenze pratiche. Le richieste ammissibili che non trovano copertura finiscono in un elenco di riserva, ordinato per data di presentazione, che scorre in caso di rinunce o di nuove risorse. E il ministero mette in conto una riduzione fisiologica del 10-15% fra progetti presentati e progetti approvati, che libererà spazio per chi sta in coda.

Cosa cambia per il tuo progetto

  • Hai presentato domanda entro il 30 novembre 2025. Le condizioni del decreto 127 valgono per te, retroattività compresa. Controlla se sei fra i finanziati o in riserva, poi ricalcola il cronoprogramma sui 24 mesi dall’accordo di concessione.
  • Sei in un comune fra 5.000 e 50.000 abitanti e non hai fatto domanda. Il contributo in conto capitale non è più accessibile, ma la tariffa incentivante ventennale sì, senza sportelli né graduatorie. Senza conto capitale, per inciso, non scatta nemmeno la decurtazione che dimezza la tariffa premio di chi il contributo lo incassa.
  • Stai costituendo la CER adesso. L’elenco dei membri ammessi del decreto bollette è il punto da cui partire per lo statuto, insieme all’obbligo di costituire la comunità prima di presentare la richiesta al GSE.
Strategie per lo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili

Tre cose da ricordare

  1. Il decreto 127 non è stato cancellato. Comuni fino a 50.000 abitanti, anticipo al 30% e assenza di riduzioni per le persone fisiche sono ancora il perimetro della misura.
  2. Il 30 giugno 2026 ha cambiato significato. Non è più il fine lavori, è la firma dell’accordo di concessione con il GSE.
  3. I fondi tagliati non sono una bocciatura. Il target di potenza è stato superato; il taglio riflette il passaggio da prestiti a contributi al 40%.

Il capitolo del conto capitale, per questa stagione, si chiude qui: le risorse sono assegnate e la partita si sposta sulla realizzazione. Chi vuole costruire una comunità energetica adesso lavora sulla tariffa incentivante (che non ha scadenze) e su una progettazione capace di tenere insieme consumi e produzione. Se preferisci farlo con casi già visti e conti già fatti, il corso sulle comunità energetiche rinnovabili parte da lì.

Per i testi originali: il decreto 127 del 16 maggio 2025 sul sito del MASE e la nota del ministero sul riallineamento delle risorse.

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