Riqualificazione Energetica Edifici Esistenti: 2 Passi Fondamentali da Fare Secondo Me

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L’importanza del risparmio energetico può essere capito solo da quei cittadini che abbiano a disposizione le giuste conoscenze, anche basilari, sui meccanismi di produzione e trasformazione dell’energia che consumiamo giornalmente.

Ecco l’importanza strategica di agire e perseverare per diffondere un adeguato livello di cultura e informazione sui temi energetici e ambientali, fin dai primi anni di istruzione.


Riqualificazione energetica edifici esistenti 2 passi fondamentali


I consumi energetici degli edifici dipendono sia dalla loro struttura, sia dalla loro gestione. E’ necessario che nell’ambito della riqualificazione energetica degli edifici siano promossi tra gli occupanti interventi formativi al risparmio energetico che si integrino con l’analisi delle caratteristiche energetiche degli edifici e degli impianti ad essi asserviti.

Questo comporta, per gli occupanti, da una parte di comprendere meglio il funzionamento del sistema edificio-impianto, dall’altra si dà un riscontro concreto alle proposte di modifica dei comportamenti trasmessi agli utenti.


Per ottenere dei cambiamenti importanti nelle abitudini degli occupanti del sistema edificio-impianto e per rendere possibile che le risorse del pianeta vengano utilizzate secondo criteri di sostenibilità, gli interventi migliorativi che scaturiscono dalla correzione delle vulnerabilità individuate dall’audit energetico degli edifici si devono fondere con interventi di formazione.

Ma la sola trasmissione della conoscenza non è sufficiente. Ad essa va associata la necessità di provocare cambiamenti nei comportamenti umani.

In seguito al cambiamento del comportamento degli utenti, è d’obbligo un’azione di coerenza da parte di tutti, intervenendo sulle strutture pubbliche e private, in modo da migliorarne l’efficienza energetica.








Alla luce di questo ritengo che le nostre città possano adottare una strategia virtuosa all’insegna del risparmio energetico che passi attraverso questi due passi:

  • attivare un’importante azione di sensibilizzazione all’uso e gestione razionale e consapevole dell’energia
  • attivare una campagna di monitoraggio per mappare l’efficienza e consumo energetico del sistema edificio-impianto del proprio parco immobiliare.

Gli edifici consumano il 40% dell’energia totale e sono le città, per l’80%, responsabili delle emissioni nocive in atmosfera. E nel settore dell’efficientamento degli edifici, c’è spazio per i ‘green jobs‘, dunque la possibilità di creare nuovi posti di lavoro e ridare slancio alle imprese.






1. Azione di Sensibilizzazione al Risparmio Energetico

Formazione al risparmio energetico degli edifici


L’opera di sensibilizzazione all’uso e gestione razionale e consapevole dell’energia deve passare attraverso due azioni fondamenti.


Incentivare la formazione e l’informazione su:

  • razionalizzazione dei consumi energetici e riduzione degli sprechi
  • produzione di energia pulita
  • opportunità di risparmio economico offerte dalle detrazioni fiscali 65%, detrazioni 50%, conto termico e titoli di efficienza energetica.

Le attività di formazione possono essere personalizzate in funzione del target, ovvero cittadini e tecnici del settore. La formazione-informazione per i cittadini può essere fornita mediante eventi itineranti rivolti a gruppi di famiglie e attraverso corsi nelle scuole.

Per quanto concerne l’attività formativa nelle scuole, esistono numerosi esempi virtuosi a cui ispirarsi, tra cui:

  • il progetto U4energy offre risorse per aiutare insegnanti, studenti e amministrazioni scolastiche a introdurre l’efficienza energetica in classe e a replicare storie comprovate di successo! http://www.u4energy.eu
  • III edizione del progetto sperimentale per educare i giovani a rispettare l’ambiente e combattere gli sprechi 2013/2014: progetto Regione Piemonte
  • la provincia di Bolzano eroga contributi per iniziative quali la consulenza energetica per il cittadino, le analisi per l’ottimizzazione energetica di edifici pubblici, la redazione di piani energetici e l’elaborazione di progetti di densificazione con un aumento dell’efficienza energetica nelle zone residenziali esistenti, convegni, seminari e corsi: contributi Provincia di Bolzano.



Promuovere la consapevolezza dell’incidenza delle nostre azioni sul consumo energetico

Una serie di strumenti di controllo user friendly, quali software, targhe energetiche, ecc. che permettono agli utenti di tenere a mente e impegnarsi all’uso consapevole e razionale dell’energia.

  • Software che simulano in tempo reale il consumo energetico della propria casa e quanto risparmio potenziale perdiamo giorno per giorno a fronte di un mancato intervento di efficientamento energetico e/o comportamento virtuoso. Oppure quanto risparmio stiamo ottenendo dal nostro intervento già effettuato e attraverso la nostra corretta gestione dell’edificio.
  • Applicazioni su dispositivi smartphone come Energylife o dispositivi domotici installati nelle abitazioni che aiutano gli occupanti a risparmiare energia.
  • Applicazioni web tipo Bologna Solar City, che consente l’analisi dell’energia potenziale solare di tutti i tetti della città
  • Strumenti tipo Caldaie in Rete. E’ un progetto per il controllo e la regolazione a distanza degli impianti di riscaldamento. Il sistema è finalizzato alla gestione e al controllo degli impianti termici a servizio degli edifici comunali, che opera a distanza con collegamento GSM.






2. Campagna di Monitoraggio dell’Efficienza Energetica

Monitoraggio consumi energetici edifici


Il monitoraggio energetico del parco immobiliare della propria città è, a mio avviso, l’azione da intraprendere prima di pianificare interventi di efficientamento energetico degli edifici.

Avere una panoramica della situazione attuale, gestita in maniera intelligente e in grado di poter essere aggiornata velocemente in base all’evoluzione delle situazioni, permette alle amministrazioni di focalizzare i propri sforzi, in maniera efficiente, consapevole, senza sperperi e quindi in un’ottica di sostenibilità ambientale.


Alcuni esempi di mappe energetiche:

- Portale Open Data Regione Emilia Romagna

- La mappa solare Bologna Solar City

- Energy City 2013: il progetto EnergyCity stà realizzando una mappatura della dispersione di calore che permette di capire quali edifici delle nostre città sono più efficienti dal punto di vista termico e quali invece sarebbe meglio riqualificare per vivere in città sempre più sostenibili.

- Le mappe di consumo e potenzialità energetiche Urban Energy Web del comune di Feltre


Il primo step dovrà essere quello di mappare gli edifici pubblici, alla luce della direttiva europea sull’efficienza energetica 2010/31/UE, in base alla quale tali edifici saranno i primi ad essere riqualificati secondo il principio di edificio a energia quasi zero (nZEB).

In secondo luogo potrà avere inizio la mappatura degli edifici residenziali.

Tale operazione potrà consistere nella raccolta di pochi e semplici dati, ma importanti e caratterizzanti degli edifici.

Durante questa fase e laddove si incontri la volontà di riqualificazione energetica da parte dei cittadini, si potranno fornire dei servizi di check-up energetico e valutazione costi-benefici gratuiti.

Gli audit energetici potranno essere incentivati mediante partnership con aziende del settore, tecnici interni, società ESCO e attraverso l’utilizzo di strumenti semplificati di valutazione energetica ed economica degli interventi migliorativi.


Avere quindi una mappa della città in cui siano indicati i consumi energetici, ma anche le potenzialità di approvvigionamento da energia pulita, permetterà di identificare le priorità con cui effettuare interventi di riqualificazione energetica degli edifici e gestione virtuosa dell’energia.

Nell’ambito delle attività di formazione, i risultati e i benefici di tali operazioni dovranno essere condivisi periodicamente con tutti i cittadini. L’obiettivo è quello di aumentare la consapevolezza del risparmio energetico ottenibile da interventi e comportamenti virtuosi sulla nostra città.


Il Patto dei Sindaci è un modello interessante da adottare per coniugare la sensibilizzazione al risparmio energetico e il monitoraggio del sistema edificio-impianto delle nostre città.


Alcuni esempi virtuosi:




Secondo te quali sono le azioni strategiche per il risparmio energetico nelle nostre città? Dammi liberamente la tua opinione nei commenti qui sotto.




Photo credit: Josh Smith, candiedwomanire, AIRS



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Articolo pubblicato il 28 marzo 2014 da Andrea Ursini Casalena
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30 COMMENTI

  1. Damiano 

    Ciao Andrea, ho letto iltuo articolo e mi sembra che tutto che hai scritto sia condivisibile.

    Purtroppo la sensibilità della gente al risparmio energetico non è molto radicata e come dici tu, bisognerebbe insegnare questo già in tenera età nelle scuole.

    La macchinosità delle leggi esistenti ,per quanto riguarda la fruizione degli incentivi statali e i costi ancora troppo elevati degli impianti, rallentano sicuramente questo processo.

  2. Francesco 

    Ciao Andrea, è molto interessante ciò che hai scritto.

    Sono un architetto romano e lo scorso 26/3 ho assistito ad un convegno proprio su questi temi alla Casa dell’Architettura. In questa sede si è sottoscritto un patto tra le parti interessate del settore importantissimo e che va nel verso che tu suggerisci. Complimenti.

    “PROFESSIONI E LAVORI GREEN
    L’edilizia efficiente e sostenibile per superare la crisi
    mercoledì 26 marzo 2014 ore 9.00 – 13.30
    Casa dell’Architettura, piazza Manfredi Fanti 47 – Roma

    Diffondere la cultura della sostenibilità in edilizia, attraverso la progettazione e la realizzazione di costruzioni “verdi”, basate su efficienza e risparmio energetico e sicure dal punto di vista strutturale, organizzare percorsi formativi di aggiornamento e di alta specializzazione per i professionisti e per le lavoratrici e i lavoratori.

    Promuovere iniziative per il riuso e la rigenerazione delle città e degli edifici è l’intento del Protocollo tra:
    - CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI ARCHITETTI
    - ORDINE ARCHITETTI P.P.C. DI ROMA E PROVINCIA
    - FENEAL-UIL, FILCA-CISL E FILLEA-CGIL”

  3. Nora 

    Ciao Andrea
    Grazie per le informazioni sugli esempi da conoscere. Sono perfettamente d’accordo con quanto dici. Faccio parte di una Associazione per la promozione di cultura ed azioni per la sostenibilità nel mio territorio (in Lombardia) ed esattamente in questi giorni stiamo cercando di organizzare degli incontri con la gente proprio per parlare di questi argomenti.
    Le persone, i cittadini, ne sanno pochissimo perchè non esiste INFORMAZIONE. Le migliaia di convegni per addetti ai lavori che si fanno non riescono ad arrivare alle persone. Le Amministrazioni Comunali del nostro territorio ne sanno poco e ancora meno se ne interessano (la Lombardia è fatta all’80% di comuni PICCOLI e piccolissimi) non considerandolo un problema loro.
    Diffidenza e non riconoscimento della competenza poi concludono il quadro. Così non si riesce ad innescare la circolazione delle informazioni.
    La stessa ENEA fotografa una situazione del mercato immobiliare dove “oltre il 50% degli acquirenti non ha una percezione adeguata del tema dell’efficienza energetica” che “non è percepita come un valore” e conclude che “Il mercato immobiliare necessita di nuovi e più efficaci strumenti per orientare la domanda e l’offerta di immobili verso standard energetico/ambientali più elevati.”

  4. Franco Cerrato 

    Le analisi energetiche ed i piani di riqualificazione sono estremamente importanti, ma purtroppo il difficile è passare dalla fase di studio alle realizzazioni pratiche.

    Un esempio importante di tale fatto è che la Provincia di Torino prima e la Città di Torino poi, all’inizio degli anni ’80 nell’appalto di fornitura di energia per le scuole medie superiori (circa 80 fabbricati per la Provincia e circa 400 per la città) hanno compreso, a carico dei fornitori vincenti degli appalti, l’analisi energetica (fabbricati ed impianti), con la valutazione degli interventi migliorativi realizzabili per il risparmio energetico, la valutazione dei costi e dei tempi di recupero degli interventi, che se fossero rientrati nel periodo di fornitura dovevano essere realizzati a completo carico dei fornitori di energia, mentre per tempi superiori potevano essere realizzati in compartecipazione.

  5. Attilio 

    Ciao Andrea, condivido appieno quello che hai scritto in quest’articolo.

    Io sono un entusiasta del risparmio energetico, di un approccio eco alla vita e come professionista (ingegnere) lo applico a tutto quello che faccio, tant’è che la mia casa l’ho progettata in bioedilizia e ad altissima efficienza energetica (classe A+), e poi ho messo da parte l’auto per muovermi in città con una bici elettrica (ma questa è un’altra storia…).

    Il bello è che una volta abbracciato questo approccio, mi sono reso conto che non è per niente difficile, nè scomodo, anzi vi sono una serie di lati positivi che nemmeno immaginavo.

    Il problema è che da parte di molti cittadini non c’è conoscenza della portata del problema nè delle opportunità (anche di risparmio economico) di intervenire sugli edifici esistenti con una riqualificazione energetica seria, anzi spesso c’è anche diffidenza. Purtroppo, complici anche le norme sempre in evoluzione, mi sono sentito spesso rispondere cose tipo “se da una parte lo stato mi fa recuperare il 50 o il 65%, sicuramente da qualche altra parte questi soldi me li farà cacciare di nuovo in un altro modo“.

    E poi c’è una sorta di incredulità nell’apprendere che sono possibili risparmi importanti intervenendo sull’edificio e che si possa consumare una frazione di quanto si è abituati.

    Per questo una campagna di sensibilizzazione, non solo da parte dei professionisti che possono essere visti come di parte, ma soprattutto da parte di associazioni o organizzazioni “terze” è molto importante. Ne stiamo discutendo con il circolo Legambiente di cui faccio parte e stiamo organizzando nella nostra città una campagna di sensibilizzazione che coinvolga anche le autorità e la stampa.

  6. Eduardo 

    Condivido tutto, ritengo che si debba fare molto sull’educazione alla corretta gestione (finestre aperte – quando? tapparelle alzate – quando? ecc.).

    Importante è il ricambio dell’aria con il recupero energetico.

  7. Rino 

    Ciao Andrea, penso tu abbia riassunto tutto quello che c’è da affrontare nella progettazione e/o realizzazione di un edificio.

    Personalmente ho costruito in lombardia 18 villette in classe A+ CENED, quelle poche che sono state vendute hanno avuto acquirenti che cercavano questo prodotto, partivano da una conoscenza BASE di risparmio energetico avuta dal WEB.

    Certo l’educazione è importante fin dalla base, penso per qualsiasi cosa, ma nel campo dell’edilizia, secondo mè, è necessario istruire i costruttori che sono, troppo spesso, meno preparati dei clienti.

    Inoltre la necessità di risparmiare qualche rata del mutuo, se concesso, fa sempre piacere, al posto di pagare ENEL o chi per essa.

    La necessità di intervenire su edifici energivori è stata evidenziata fin dalla famosa Legge 373, quindi è evidente che se non sono mai state applicate le regole scritte dal legislatore qualche INCEPPO c’è stato.

    Ti ringrazio per la tua opera in costante ascesa nell’attenzione verso IL PROBLEMA ENERGETICO nazionale.

    Grazie, ciao.

  8. Guido 

    Sono in sintonia con moltissimi princìpi enunciati. Faccio queste piccole aggiunte:

    1 – Gli isolamenti “A Cappotto” NON sono Energeticamente efficienti ed andrebbero ammessi solo in casi particolarissimi di estrema necessità e mai in nuove costruzioni.

    2 – Bisogna dare importanza anche all’Inerzia Termica, allo stesso livello della resistenza termica, magari concedendo sgravi volumetrici, escludendo ad esempio tutto lo spessore dei muri esterni purchè la parete abbia almeno un valore della massa corretto. Ciò in parte sta già avvenendo parzialmente in Lombardia ed andrebbe incrementato.

    3- E qui mi fischieranno le orecchie. Obbligare ogni appartamento civile ad avere almeno una canna fumaria per una stufa (o camino) a LEGNA per smaltire così tutti gli imballaggi e le cassette di legno e molti scarti lignei dei giardini ed orti (si riempirebbero meno anche i raccoglitori del “verde”). Il risparmio di gas ed elettricità non sarebbe trascurabile, e non escludo, anche piacevole.

    Guido

  9. Andrea Ursini Casalena 

    Ciao Guido e grazie per la tua opinione.

    Purtroppo mi sento in disaccordo con te sul punto 1: mi spieghi perchè affermi che l’isolamento a cappotto non è energeticamente efficiente?

  10. Guido 

    Ciao a te, Andrea.
    Diplomaticamente si risponde: grazie per la domanda.

    Partendo da lontano, da palazzo Madama a Torino alla Reggia di Caserta (ecc.) nessuno in questi luoghi è mai morto nè di freddo nè di caldo nè d’afa in quei tempi. Nessuno conosceva petrolio o gas ma conoscevano, e conosciamo, da millenni il laterizio. Pareti da 60-80 cm di mattoni pieni non hanno paura di nulla, nemmeno ora.

    Rifacendomi anche al punto 2) precedente, io penso che il miglior materiale per realizzare le pareti, soprattutto esterne, degli edifici sia il laterizio e che esso o altro materiale come pietra o simili, ma meglio il laterizio, è necessario a contatto con l’ambiente sia esterno che interno, grazie alla sua resistenza meccanica e termica, alla traspirabilità e all’impareggiabile durabilità.

    L’isolante va posizionato in uno strato interno al muro, insieme alla camera d’aria. 45-60 cm di muro così fatto soddisfano ogni esigenza di comfort abitativo sia estivo che invernale e con i laterizi a forma meno disperdente come ora si realizzano si può arrivare a 40-45 cm di muratura esterna e anche meno, ma poi si torna al solito punto 2). Altro che cappotto che è progettato con il materiale plastico isolante praticamente a contatto con l’esterno (uè, guarda che è intonacato!! va la?) il che causa durabilità assai ridotta; in più sovente ha scarsissima inerzia termica e bassa o bassissima traspirabilità. Questo mi sembra lontano dal concetto di efficienza energetica.

    La ridotta durabilità (se valutata in 10 anni, della plastica all’esterno) e la conseguente fragilità può implicare demolizioni e sostituzioni molto frequenti, rispetto alla vita media di un edificio e dove vanno le briciole o le palline di plastica di un intero quartiere o di un’intrera città quando le demoliamo? E dove andiamo poi a scaricare la grande quantità di materie plastiche, magari mischiate ad intonaco, rete ormai anch’essa plastica, e cocci? Nell’indifferenziato cappottato?

    Penso che nel risparmio energetico, abbia molta importanza la qualità sia termica che strutturale delle pareti unitamente al clima ed all’ambiente interessato (e gli esquimesi ce lo insegnano, insieme ai romani ecc.).

    Insomma non basta richierere solo una resistenza termica minima senza preoccuparsi di come è realizzata. Mi sembra che in Italia si torni a guardare in questa direzione, spero fino in fondo.

    Come vedi, Andrea, non ho voluto tirare in ballo valori e limiti max. o min. Quelli si possono sempre stabilire con buon senso e, soprattutto, con capacità.

    Mi sono dilungato un po’ troppo, quindi saluto.

    Guido

    P.S. Andrea, ti lancio una provocazione: cosa stiamo qui a parlare di efficienza, risparmio, energia quando i normatori ci considerano meno delle schiappe; possiamo progettare edifici, strutture antisismiche, isolatissime ed efficientissime termicamente e sicure, ma non possiamo redigere, firmandolo, il certificato energetico di casa nostra, che è anche una delle costruzioni che conosciamo più di tutte! Non bisogna tacere neppure qui.

  11. Andrea Ursini Casalena 

    Ciao Guido, grazie per la tua opinione, ma mi trova d’accordo solo in parte.

    Forse mi sbaglio, ma credo tu faccia un pò di confusione sulla questione efficienza energetica e inerzia termica di un involucro edilizio e come esso si rapporta con il comfort abitativo.

    Cerco di darti un pò di spunti di riflessione:

    1) l’involucro edilizio opaco di un edificio può essere realizzato in tanti modi diversi ottendo le stesse prestazioni di efficienza energetica (intesa lungo tutto il suo ciclo di vita) e di comfort termico. Questo è possibile quando se ne conoscono il comportamento fisico e leggi che lo governano. Per cui posso fare tanto una parete da 60 cm o 45 cm con isolante in intercapedine, quanto una parete da 20 cm con isolante a cappotto (la durabilità dipende da come vengono fatte le cose, vale in ogni campo. Ci sono cappotti che si rovinano dopo 5 anni, vedi quelli fatti a 20 euro al mq dai romeni incollandolo con colla da mattonelle… e cappotti che durano 30 anni e più).

    2) Una parete a cappotto (spesso migliore soluzione per riqualificazione energetiche) ben fatta è quella che fra tutte fornisce le migliori prestazioni in termini di efficienza energetica (vedi ponti termici), inerzia termica “esterna” ed “interna” (vedi iniziamo a parlare di inerzia termica) e comfort interno (cerca capacità termica areica interna). Inoltre l’isolante esterno è la situazione che genera meno problemi in termini di condensa rispetto a tutte le altre soluzioni.

    3) I muri non “traspirano”, è un falso mito! Ricordo che l’umidità interna che attraversa l’involucro opaco è mediamente pari al 2% del totale. Il 98% di essa va via con ventilazione e infiltrazione.

    Grazie.

  12. Guido 

    Ciao Andrea, anch’io sono d’accordo solo in parte.

    La muratura esterna di ogni edificio deve essere solida e durevole. Al massimo dopo 30 anni devo tinteggiarla, NON rifarla. Pensa solo ai piani dal 3° al 6° dei condomini che si sfaldano. In una muratura solida posso mettere all’interno anche 100 cm di isolante (di cui 90-95 sono superflui) e coprire ogni ponte termico. Posso anche appenderci un vaso, un faretto o un’ammazza zanzare. Prova col cappotto a farlo.

    Poi non mi confondo: efficienza energetica va di pari passo coi valori della permeabilità al vapore, resistenza termica, inerzia termica, durabilità. E permettimi, una parete esterna di 20 cm che pesa, si e no, 80-100 kg/m2 non ha senso, soprattutto se l’edificio è nuovo, salvo forse per chi la fa.

    E’ vero che lo strato di isolante è meglio verso l’esterno ed in genere io lo considero a 12-25 cm dall’esterno, prima della camera d’aria ma dopo una buona muratura. Questo in linea generale perchè a Napoli o Palermo forse sarebbe bene verso l’interno, essendo il caldo estivo quello che interessa. Ecco che nel nostro paese si parla genericamente di strati di isolante “in mezzo” o, meglio, all’interno delle pareti. Ed è questa per me la regola principale: isolante all’INTERNO delle pareti solide e posizionato nel modo corretto.

    Se poi quel che ti dico lo sapessero i produttori di laterizio.

    E a proposito di caldo, se abolissimo l’ora legale in Italia alla sera risparmieremmo moltissimo in energia elettrica per i condizionatori, a meno che non piaccia il “soffoco”, soprattutto quello della pianura padana, del cenare tra le 18 e le 19 effettive. Il risparmio energetico, unitamente al comfort abitativo, viene anche da qui.

    Bòn, bello questo scambio di idee.
    Ti saluto cordialissimamente,
    Guido

    PS. altro pallino. A proposito di ponti termici: perchè ora dobbiamo calcolarli, e non più usare tabelle serie ed attendibili, mentre per calcolare la Resistenza termica dei muri possiamo non fare sopralluoghi e carotaggi ma stimarne la composizione “a vista”?

  13. Alberto 

    Purtroppo le nostre città sono caratterizzate da condomini e come è noto prendere decisioni in un condominio non è facile (non ci si trova d’accordo neanche per un’antenna centralizzata figuriamoci il resto!).

    Credo che dopo la mappatura dell’edificio residenziale solo una tassazione comunale basata in percentuale sulla classificazione energetica dell’edificio potrà spingere i condomini a mettersi d’accordo in modo rapido, efficace ed efficiente!

    Ciao Alberto

  14. Stefano 

    Ciao a tutti e ciao a te Andrea, ho letto i tuoi articoli che considero di estremo interesse e mi trovo in accordo con quasi tutto ciò che scrivi, dimostrando la competenza in materia di efficienza energetica.

    Il problema principale però che mi andrebbe di segnalare è che ormai le tasche di chi investe spesso non corrispondono alla “prestazione richiesta” soprattutto per quanto concerne il costo iniziale da sostenere per l’efficientamento richiesto. Spesso si parla di come l’incentivazione ed i finanziamenti riescano a risolvere gran parte dei problemi legati all’assorbimento dei costi iniziali ma di fatto costringono gli investitori a fare i conti con ciò che si possono o non si possono permettere già nella fase iniziale dell’efficientamento. Non sempre domanda e offerta si incontrano in un punto di favore per l’investitore che così viene a perdere l’interesse materiale per decidere in via definitiva ciò che effettivamente potrebbe portare ad un guadagno sia individuale che sociale.

    Ci sono poi tantissimi altri punti da tenere in considerazione quali le specificità tecniche del mercato immobiliare, gli stessi processi tecnici di efficientamento orientati spesso verso materie poco rispettose di un processo di evoluzione effettivamente sostenbibile.

    L’economia è il fattore principale che ormai regola le nostre vite ma spesso è proprio l’economia ad essere poco etica e sostenibile sia a livello sociale che individuale, talvolta persino fuorviante da ciò che effettivamente è necessario sia per l’individuo che per la società.

    Sicuramente una formazione culturale adeguata è necessaria, una contabilizzazione di ciò che è necessario fare per il futuro e per il presente è auspicabile, ma ciò che si rende necessario e rappresenta forse il vero nocciolo della questione è la strada del vero cambiamento che va trovata sia nella formazione di una società futura che nella “riabilitazione” in quella attuale.

  15. Andrea Ursini Casalena 

    Caro Guido, mi dispiace doverti contraddire sempre, ma dalle tue parole si evince che sei male informato sulla questione inerzia termica e come incida la posizione dell’isolante su di essa e sull’efficientamento energetico di un edificio.

    Mettere l’isolamento termico sulla parte interna di una muratura è la cosa più errata che si possa fare in termini di inerzia termica! Tanto meno l’isolamento termico interno risolve i ponti termici, anzi li amplifica!

    Ti consiglio di informarti meglio sulla questione, magari partendo da qui:

    - Massa e comfort: necessità di una adeguata capacità termica areica interna periodica

    - Influence of the internal inertia of the building envelope on summertime comfort in buildings with high internal heat loads

    Saluti.

  16. Andrea Ursini Casalena 

    Ciao ragazzi, vorrei condividere con voi le interessanti idee di Maurizio Pallante, nelle quali ci sono ottimi spunti su come la riqualificazione energetica degli edifici possa essere sostenibile.

  17. Dario Lodes 

    Ciao Andrea e saluto anche Guido, il cui commento e le cui riflessioni ho letto con interesse condivisione.

    Sono un architetto (oramai piuttosto “datato) anche se sensibilizzassimo al problema del risparmio energetico. Tutto “gira” intorno a due cose: una è l’ECONOMIA, l’altra la lascio immaginare a voi.

    Non faro’ considerazioni tecniche che lascio volentieri a voi ingegneri, molto più’ titolati di me, umile “artigiano” di estrazione classica. Alzo il dito -tuttavia- ammonendo che “in medio stat virtus” sollecitando una riflessione semplice: ma non prima di aver sottoscritto completamente il tema dell’educazione fin dalla scuola dell’obbligo ai temi della sostenibilità ambientale, dell’informazione e della divulgazione (abbiamo governanti e committenti all’altezza di “intuire” di cosa stiamo parlando? Giusta l’osservazione di Guido, non possiamo neanche firmare una certificazione energetica per noi stessi!).

    Meditiamo dunque se tutto questo discorso del risparmio a tutti i costi, “costi quel che costi” purché non costi, non ci fa “lasciare sul terreno” altri valori (ma si può’ pensare di fare il cappotto esterno a stabili neoclassici o il cui pregio architettonico è di gran lunga IL PARAMETRO e non “un” parametro? Si può’ pensare di sacrificare al DIO denaro (in senso di “economia d’esercizio”) cio’ che magari costa un po’ di più’, ma è di gran lunga più’ bello? Pensiamo alle vecchie auto alle vecchie moto, ai vecchi frigoriferi dalle linee arrotondate e dai grandi consumi elettrici (?), ora tanto di moda (SMEG…). Vale sempre la pena di “tirare all’osso” il rendimento e succhiare sangue da un impianto o da un involucro, quando poi abbiamo i dehors che fanno funzionare quelle specie di “funghi” alimentati da una bombola e che riscaldano d’inverno i tavolini all’aperto? O i negozianti che sotto Natale tengono le porte dei negozi aperte con la “lama d’aria calda” in funzione, a scaldare la città? Non sarà forese che “vogliamo la botte piena e la moglie ubriaca”?

  18. Maurizio 

    Concordo, il problema è che poi ti rechi in un qualsiasi ufficio pubblico e si riscontra sempre e costantemente quanto segue sia in estate che in inverno:

    - Finestre spalancate;

    - Temperatura 28°C in inverno / 22°C in estate;

    - Luci costantemente accese anche con uffici deserti, fino a notte fonda;

    - Nessun Dirigente che controlla.

    Ometto altre “carenze” di natura meno energetica.

    Di passi qualcuno ne deve fare più di due, perché è ancora convinto che possiamo permetterci di sprecare energia, tanto la paga “pantalone”.

    Ciao,
    Buona giornata.
    Maurizio Chiabrera

  19. Andrea Ursini Casalena 

    Ciao Dario e grazie per la tua opinione.

    Mi piace il fatto che anche tu sostieni la necessità di fare formazione e informazione sull’efficienza energetica, ma stiamo attenti a che questa sia corretta, basata sulla scienza e non sul sentito dire.

    Per quanto riguarda gli edifici storici, è ovvio che non è possibile intervenire con il cappotto termico, per evidenti motivi. Si interverrà in altri modi facendo sempre appello alla corretta conoscenza della fisica degli edifici.

    Ma se non si inizia a fare corretta formazione e informazione (anche dai commenti che si leggono qui trapela che divaga purtroppo una scorretta informazione), non andremo da nessuna parte.

  20. Gabriele 

    Ottime proposte, specie quella della mappa dei consumi cittadini, nell’ottica ormai sempre più avviata della smart city, per coinvolgere attivamente chi opera nel settore, i cittadini stessi, nonchè chi “vigila” sul sistema. Penso però che una simile serie di iniziative debba essere anche estesa ad altri campi dell’edilizia, prima tra tutti la sicurezza degli edifici e delle nostre città!

  21. Guido 

    Caro Andrea,
    l’articolo di Costruire in laterizio mi è già noto; vediamo di capirci: se dico che una parete in muratura piena da 60 cm è valida (anche se migliorabile come Rt) ed un cappotto da 80 kg/m2 è una ciofeca che significa? Significa che la massa (o il peso se preferisci) di una parete è importantissimo ed il laterizio, o altro materiale naturale equipollente, ne è uno degli artefici migliori. E questo è proprio “Massa e comfort”, unitamente a Rt, traspirazione, ecc, ecc.

    Poi questa frase: “Questo in linea generale perchè a Napoli o Palermo forse sarebbe bene verso l’interno” è una battuta; per dire che li forse il caldo estivo è più importante dell’inverno. Se non ti va Napoli mettici Il Cairo o altro, ma resta sempre una battuta.

    Per farla breve, ben venga l’isolamento termico correttamente progettato ed eseguito (richiesto e normato gia dalla L.373/1976) ma NON la soluzione con l’isolante, non solido, all’esterno detta a cappotto, che, ripeto, nelle nuove costruzioni andrebbe abolita e nelle vecchie ammessa solo in particolarissime occasioni. Le pareti vanno realizzate solide e durevoli e l’isolante, non solido, se previsto, va posizionato DENTRO alla parete e mai all’esterno, intendendosi per esterno della parete sia il lato freddo che quello caldo verso i locali riscaldati. Questo è per me un imprescindibile punto fermo.

    Saluto anche Dario e, guarda un po’ ho proprio un frigo Smeg, originale, di qualche annetto fa. Posso ripetere: “abbiamo governanti e committenti all’altezza di “intuire” di cosa stiamo parlando?”

    Un OK anche a Maurizio.
    Ciao a tutti

  22. Andrea Ursini Casalena 

    Ciao Guido, purtroppo continui a confermarmi che non sei molto informato su cosa sia l’inerzia termica.

    Per fortuna la ricerca scientifica va avanti e ci permette di evitare pareti da 60 cm e di capire come l’inerzia termica agisce e che lo fa al meglio in una parete fatta con 12 cm di mattoni interni e cappotto esterno piuttosto che una parete di 60 cm senza isolamento. Non mi va di entrare nei dettagli perchè li trovi nell’articolo che ti ho linkato sopra e negli articoli che trovi su questo sito cercando “inerzia termica”.

    Considera che il 95% del parco immobiliare italiano è costituito da edifici esistenti per i quali, nella stragrande maggioranza dei casi, per fortuna, è possibile intervenire con l’isolamento termico a cappotto che ripeto è in questi casi la soluzione di gran lunga migliore in tutti i sensi!

  23. Enrico 

    Ciao Andrea.

    Questa riqualificazione energetica diffusa propone di illustrare i benefici, in termini di risparmio, eco sostenibilità e qualità della vita della propria abitazione, in particolar modo di quelle costruite da tempo.

    Siamo a conoscenza che le vecchie costruzioni disperdono all’esterno gran parte dell’energia prodotta per riscaldare e rinfrescare, questo comporta enormi consumi di combustibili da fonti non rinnovabili (gas, gasolio, carbone ecc.) con grandi immissioni di anidride carbonica in atmosfera.

    Sappiamo che il costo di questi combustibili negli ultimi anni è aumentato di oltre il 30% e aumenterà ancora gravando pesantemente sui bilanci familiari. La stessa Comunità Europea ha stabilito la riduzione dei consumi e dell’emissione di anidride carbonica e inoltre l’aumento della produzione di energie da fonti rinnovabili (solare, geotermica, eolica ecc…).

    Lo Stato cerca di raggiungere questi obiettivi (nonostante le attuali difficoltà economiche), mettendo a disposizione incentivi con forti detrazioni fiscali su tutti i costi delle riqualificazioni energetiche che consentono di eseguire le opere ad un costo sostenibile garantendo un “guadagno” che proseguirà nel tempo.

    La riqualificazione energetica diffusa migliora la classificazione dei consumi energetici degli edifici aumentandone il valore immobiliare, contribuisce ad elevare la qualità dell’ambiente e il comfort abitativo e aiuta il rilancio dell’economia locale assumendo così un elevato valore sociale.

    Si auspica, in particolar modo, che anche localmente le autorità pubbliche, snelliscano le normative procedurali, atte a far migliorare i consumi energetici e confort abitativi.

  24. Guido 

    Ariciao Andrea,
    sicuramente tu sei molto informato in questo campo ma forse sei distratto, soprattutto sulle pareti e le loro caratteristiche.
    Insisto sull’unico punto importante: “una parete fatta con 12 cm di mattoni interni e cappotto esterno” è una ciofeca comunque la rigiri, un obrobrio. SEMPRE!
    Punto.

    Ne parliamo tra qualche anno.
    Guido

    Ps.: L’inerzia termica, in termini semplici, è l’effetto combinato dell’accumulo termico e della resistenza termica della struttura. Riporto: “Un certo peso della parete unito ad una ridotta conduttività termica costituiscono la migliore soluzione” e non ho mai detto il contrario di questo, anzi credo d’essere stato chiaro che ci vuole massa e resistenza termica, oltre alla durabilità. Ammesso che per te sia così. E dai sorridi, sei bravissimo lo stesso (cappotto a parte).

  25. Andrea Ursini Casalena 

    Ciao Guido ti ringrazio per il bravissimo. Ti consiglio di approfondire un pò il discorso inerzia termica, ci sono diversi articoli sul sito. Buona giornata!

  26. Giovanni 

    Ciao Andrea, penso che tu abbia centrato in pieno quelle che sono le nostre esigenze primarie relative al vivere in un ambiente “sano” e non “malsano.

    Mi trovi completamente d’accordo su tutto e vorrei aggiungere che un’attenzione particolare per quanto riguarda le ristrutturazioni, gli isolamenti termoacustici e chiaramente le nuove costruzioni ai prodotti naturali e mi riferisco a calce, canapa, sughero ecc. e non derivati da petrolio o altro che ci portano solo ad un eccesso di “energia grigia”, ci farebbe fare veramente un gran salto di qualita’ nel nostro vivere quotidiano.

    Ti faccio inoltre i complimenti per per le tue sempre interessanti discussioni.

  27. Riccardo 

    Ciao, apprezzo al 100% la tua iniziativa.

    E’ una mia piccola idea o un modesto sogno di creare un decalogo, un vademecum, un piccolo librettino, un opuscolo, da presentare e consegnare nelle scuole, alle associaizoni, ecc. e cercare di coinvolgere il maggior numero di persone.

    Dovrebbe essere la base per incontri pubblici con l’ausilio e la collaboraizone delle amministrazioni pubbliche, perchè per me il risparmio e l’efficienza energetica parte dalla conoscenza e da piccoli modesti suggerimenti.

    Saluti e complimenti.

    Riccardo

  28. Patrizia 

    Complimenti per il bel lavoro!

    Ti segnalo anche il progetto del Comune di Feltre, disponibile a questo link: http://www.urbanenergyweb.eu/

    Per info puoi contattare Unisky presso il Parco Tecnologico Vega di Venezia.

  29. Andrea Ursini Casalena 

    Ciao Patrizia grazie a te per la segnalazione. Saluti.

  30. Tommaso Pennelli 

    Come al solito giuste considerazioni Andrea.

    Non potendo contare su aiuti da parte degli enti delle nostre parti, la nostra società si è impegnata a realizzare una pubblicazione che ha come tema motivi e vantaggi delle riqualificazioni energetiche, destinata sopratutto ai non addetti ai lavori. Verrà distribuita con i nostri mezzi nei comuni limitrofi e presso chiunque abbia voglia di approfondire la tematica, sperando susciti oggi curiosità e domani richiesta.

    Facciamo conoscere alla gente, la bellezza del nostro lavoro. In bocca al lupo e coraggio a tutti i colleghi.

    Tommaso.

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