La Corretta Posa in Opera del Serramento e del Controtelaio: 4 Passi Fondamentali

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La posa in opera del serramento e del controtelaio avviene dunque dopo un’oculata scelta del controtelaio, che varia in funzione del tipo di serramento e di eventuali accessori, quali ad esempio elementi schermanti, cassonetti o zanzariere. Sottolineo ancora una volta l’importanza della posa in opera del controtelaio da parte del serramentista e non, come da prassi, da parte dell’impresa.


La Corretta Posa in Opera del Serramento e del Controtelaio


Nella fase di progettazione della posa in opera del controtelaio e serramento è buona norma distinguere due nodi o giunti:

  • il nodo che intercorre tra muratura e controtelaio che sarà denominato giunto o nodo primario
  • il nodo tra controtelaio e muratura che sarà il secondario.

Questo vale per tutti e quattro i lati. In fase di realizzazione dei dettagli di posa si avranno al massimo tre rappresentazioni: una inferiore, una laterale e una terza, qualora fosse presente, un eventuale cassonetto; diversamente saranno solo due. Ognuna di queste rappresenterà entrambi i nodi.


Da un punto di vista normativo, in materia di posa in opera dei serramenti, non si trovano molti riferimenti, tant’è che l’unica norma relativa alla posa del serramento è la UNI 10818Finestre, porte e schermi. Linee guida generali per la posa in opera” che però definisce soltanto le competenze e i limiti delle diverse figure che partecipano al processo di posa, identificando eventuali responsabilità.

Sebbene non esista una norma tecnica che descriva le corrette fasi di posa in opera del serramento, va ricordato che in tale direzione può essere utile il “Codice del Consumo” D.Lgs 205/2006 che al quinto punto dell’art. 129 riporta quanto segue:

… Il difetto di conformità che deriva dall’imperfetta installazione del bene di consumo è equiparato al difetto di conformità del bene quando l’installazione è compresa nel contratto di vendita ed è stata effettuata dal venditore o sotto la sua responsabilità. …







Una corretta posa del serramento è quindi indispensabile affinché garantisca:

  • eliminazione di ponti termici e acustici
  • fissaggio sicuro alla muratura
  • conformità alla prestazione del serramento
  • durata di vita del sistema.





1. Eliminazione di Ponti Termici e Acustici

Il corretto posizionamento del serramento nella muratura è sicuramente il primo passo verso l’eliminazione di eventuali ponti termici. Il ponte termico che si crea tra serramento e/o controtelaio e muratura nella maggior parte dei casi può essere risolto senza l’ausilio di un calcolo numerico.

In alcuni casi però, soprattutto in presenza di elementi schermanti, per l’eliminazione di eventuali ponti termici ci si affida a una verifica agli elementi finiti mediante opportuni software di calcolo (Therm).

Per quanto riguarda eventuali ponti acustici invece, la trattazione è più complicata per essere affrontata brevemente.





2. Fissaggio Sicuro alla Muratura

Il corretto fissaggio alla muratura del serramento e/o controtelaio è un aspetto a mio avviso fondamentale, troppo spesso lasciato al caso. La progettazione dei fissaggi puntuali dovrebbe essere il primo problema da risolvere, eppure ancora oggi vedo controtelai in legno con zanche, spesso solo graffate, posati con avanzi di cantiere e rinzaffo di malta. D’accordo che sino ad ora hanno sempre mantenuto, ma visti gli ultimi eventi meteorologici, forse meglio fermarsi un attimo a rifletterci, non credi?





3. Conformità alla Prestazione del Serramento

La conformità di prestazione del serramento è l’aspetto più scontato, ma spesso ignorato. Se acquistiamo un serramento con trasmittanza inferiore a 1,0 W/m2K e poi lasciamo che questo sia posato sul controtelaio metallico o su davanzale passante, non facciamo altro che peggiorare notevolmente la prestazione del serramento.

E ancora, se acquistiamo un serramento che in laboratorio garantisce un abbattimento acustico di 45 dB e poi lasciamo che sia posato come si è sempre fatto, sicuramente non otterremo lo stesso abbattimento acustico. Infine, ma potrei continuare ancora, un serramento con permeabilità all’aria Classe 4, non può essere posato solo con schiuma poliuretanica, che non è un prodotto atto a sigillare. Inoltre, dove passa aria, inevitabilmente, passa rumore.





4. Durata di Vita del Sistema

Se un serramento ha un ciclo di vita di 25 anni, mi aspetto lo stesso anche dalla posa in opera. Isolamento e tenuta dei giunti di posa devono durare altrettanto.

Hai mai provato a rimuovere un coprifilo interno di un serramento e vedere cos’è successo alla schiuma poliuretanica già dopo qualche anno?


Il serramento deve inoltre conferire comfort all’ambiente interno. Sicuramente non è il solo serramento a rendere un ambiente confortevole, ma soprattutto in presenza di grandi superfici vetrate, molto usuali nelle moderne architetture, può tanto.

Ho comfort quando, ad esempio, la differenza di temperatura superficiale degli elementi, nel nostro caso serramento e muratura, non supera i 3,5 °K. La differenza di temperature superficiali, oltre a generare condensa nel caso di condizioni igrometriche critiche, comporta inevitabilmente la formazione di fenomeni convettivi che creano discomfort. Una corretta posa in opera del serramento è condizione imprescindibile per garantire comfort sia termico che acustico.


Tra il posare male e il posare correttamente un serramento non c’è molta differenza economica, nell’ordine di qualche decina d’euro al pezzo: perché quindi non posare in modo qualificato?!

Oggi abbiamo gli strumenti, i prodotti e le competenze per farlo. Il limite più grosso però, ancora una volta, è nelle nostre menti. Non ha più senso quindi, ragionare con il “si è sempre fatto così” anche perché il 2020 non è poi così lontano!



A cura di Guido Alberti



Photo credit: rarabecca



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Articolo pubblicato il 9 settembre 2013 da Andrea Ursini Casalena
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5 COMMENTI

  1. Giuseppe 

    Buongiorno a tutti.

    Trovo molto utile che venga sottolineata l’importanza della posa di falsi telai e serramenti.
    L’articolo però sottolinea i problemi ma non suggerisce le soluzioni, anche soggettive, che il relatore consiglia.
    In particolare sotto l’aspetto acustico.

    E’ il caso di scambiarci proposte, esperienze, foto, “istruzioni per l’uso” ecc. ecc.?

  2. Andrea Ursini Casalena 

    Ciao Giuseppe e grazie.

    Certo, sono in cantiere tutti gli approfondimenti relativi alle soluzioni corrette nella posa in opera dei serramenti.

    Nel frattempo se vuoi suggerire delle buone pratiche sei il benvenuto!

  3. Emilio 

    Ho un problema da risolvere:

    alcuni anni fa ho installato delle finestre in legno provviste di doppi vetri e a chiusura quasi ermetica. Purtroppo all’esterno c’erano delle tapparelle in PVC e all’interno i relativi cassonetti di alloggiamento delle stessa in lamierino zingato. Poichè dal cassonetto entrano degli spifferi d’aria, vorrei sapere quale metodo adottare per risolvere il problema e aumentare i risparmi energetici.

    Grazie

  4. Guido Alberti 

    @Emilio!

    Grosso errore. Perdite per ventilazione, sicuramente il silicone. Per tutto il resto, isolando il vecchio cassonetto. Esistono prodotti per farlo, con risultati tutto sommato accettabili. Il problema è che comunque resterà un ponte termico dovuto alla presenza del metallo.

  5. Giuseppe 

    Grazie per la risposta e per l’interesse.

    Io non sono esperto del ramo ma mi occupo principalmente di progettazione e ristrutturazione (anche di singole u.i.) dove il cappotto esterno è praticamente inattuabile.

    Per entrare nel nocciolo del discorso, credo che un falso telaio con funzione di collegamento strutturale fra tavolato interno e parete esterna (in sostituzione del risvolto della muratura) possa eliminare/ridurre la discontinuità dell’isolamento termico altrimenti inevitabile.

    Per il momento l’ho progettato in piccolo intervento ma mi piace pensare che possa essere considerata una novità nel settore.

    Mi piacerebbe sentire le opinioni con esperti termotecnici. Grazie per l’attenzione

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