Protocollo Itaca Regione Marche per la Certificazione Ambientale degli Edifici: a che Punto Siamo – Parte 1/3



Il Protocollo Itaca Regione Marche, come tutti i protocolli di certificazione ambientale degli edifici, deriva dall’attenzione e l’interesse degli ultimi anni verso le problematiche riguardanti l’impatto ambientale dei processi produttivi ad ogni scala.

Negli anni 60’ fu studiato un metodo valutativo tutt’ora utilizzato, noto come LCA (Life Cicle Assessment). L’obiettivo di tale metodo è quantificare i carichi ambientali di un prodotto, dalla materia prima al fine vita. Questo metodo si basa su criteri rigorosi, puntando ad analizzare le prestazioni del prodotto seguendone l’approvvigionamento della materia prima, attraverso i processi di trasformazione, trasporto e ritorno a terra in forma di rifiuto.

Protocollo Itaca Regione Marche per la Certificazione Ambientale degli Edifici: a che Punto Siamo

Partendo dal sistema LCA per la valutazione dei prodotti, negli anni si sono sviluppati altri strumenti di valutazione delle prestazioni ambientali degli edifici, i protocolli di certificazione ambientale degli edifici. Tali strumenti hanno approcci di valutazione tra loro differenti, dovuti dai diversi contesti di tradizione edilizia, stili di vita e quadro normativo. Quasi sempre si tratta di valutazioni volontarie che attribuiscono attestati o certificazioni di qualità.

Ecco l’ter di sviluppo del Protocollo Itaca:

  • 2002: adozione dei metodi SBMethod e SBTool, come risultato di un processo di ricerca e sviluppo
  • 2004: approvazione del Protocollo Itaca dopo la conferenza tra le regioni italiane
  • 2007: pubblicazione Protocollo Itaca sintetico
  • 2009: aggiornamento Protocollo Itaca
  • 2011: approvazione del Protocollo Itaca nazionale con i seguenti moduli:
    • Residenziale
    • Uffici
    • Edifici commerciali
    • Edifici industriali

Le regioni che hanno aderito al protocollo Itaca sono: Marche, Puglia, Umbria, Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Liguria, Toscana, Lazio e Basilicata.




Protocollo Itaca Regione Marche

La Regione Marche, attraverso la L.R. 14/2008, ha adottato il sistema di certificazione volontaria denominato ITACA Marche. Tale certificazione adotta vari criteri di valutazione con cui vengono analizzati molteplici aspetti del processo edilizio (non limitandosi ai soli consumi energetici) che hanno comunque una valenza rilevante nella valutazione complessiva dell’edificio.

Tra i vari criteri di valutazione troviamo contenimento del consumo del suolo, incentivazione alla mobilità pubblica, comfort interno, ventilazione e illuminazione naturale, isolamento acustico e contenimento inquinamento elettromagnetico.

L’adozione del protocollo Itaca Marche è ancora volontario ed è questo uno dei principali motivi del suo poco margine di utilizzo all’interno dei processi edili regionali.

Qualcosa è stato fatto grazie agli incentivi introdotti dalla L.R. 22/2009 e grazie ai finanziamenti rilasciati dalla Regione attraverso Decreti per incentivare l’edilizia sostenibile come il DDPF n° 102/APP-08 del 18/10/2009 o il DDPF n° 44/EPR del 23/11/2012, ma sono solo un piccolo inizio rispetto alla complessità dell’attuale situazione del settore edile regionale e nazionale.

Le Principali Leggi che Regolano il Protocollo Itaca Marche

Ecco la principale normativa sull’edilizia sostenibile della Regione Marche:

  • L.R. 17 giugno 2008 n° 14 – Norme per l’edilizia sostenibile
  • DGR n. 760 del 11/05/2009 – LR n. 14/2008 “Norme per l´edilizia sostenibile”
  • DGR n. 1502 del 28/09/2009 – LR n. 14/2008 art. 11 – Istituzione dello sportello informativo sull’edilizia sostenibile
  • L.R. 22/2009 – “Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l’occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile”
  • DGR n. 1870 del 16/11/2009 – Protocollo Itaca – Marche sintetico, LR 22/2009
  • DGR n. 1245 del 02/08/2010 – Aggiornamento Protocollo Itaca – Marche sintetico per la valutazione energetico ambientale degli edifici
  • DGR n. 1689 del 19/12/2011 – Art. 6, co 5 e art. 14, co 2 lett b) e c) e co 3 lett. b), LR n. 14/2008 “Norme per l’edilizia sostenibile”.

Protocollo Itaca Regione Marche come Adattamento del Protocollo Itaca Nazionale al Panorama Regionale

Il Protocollo Itaca nazionale viene modificato ed adattato alle necessità della Regione Marche così da dar vita al Sistema di Valutazione, Protocollo Itaca Marche.

Il sistema di Certificazione definisce:

  • l’insieme di regole e metodologie per la certificazione
  • la responsabilità della valutazione e certificazione
  • il sistema di valutazione
  • i criteri di qualificazione e indipendenza dei certificatori.

Il sistema di Certificazione prevede:

  • il mantenimento del registro dei Certificati emessi
  • l’elenco dei certificatori qualificati
  • il processo di qualifica e riqualifica dei certificatori
  • piano di formazione per gli operatori del processo di Certificazione
  • l’aggiornamento del Sistema di valutazione.

Il Protocollo Itaca Marche tratta vari edifici, residenziali, per uffici, commerciali, ricettivi, industriali, scuole ed ha varie caratteristiche di rilievo:

  • rispetta le norme nazionali
  • conforme alle norme europee
  • risulta come un sistema scientifico indipendente
  • utilizza un metodo internazionale adatto al sistema Italia
  • analizza tutti i criteri della sostenibilità e ne premia ogni incremento.

Il protocollo si basa su principi fondamentali come:

  • scala di prestazione: da -1 a 5
  • benchmark: determina la prestazione energetica ambientale rispetto all’iter costruttivo
  • struttura a criteri: suddivisi tra qualitativi e quantitativi, distinguendo tra protocollo completo e sintetico suddivisi su cinque aree di valutazione: 1. Qualità del sito, 2. Consumo di risorse, 3. Carichi ambientali, 4. Qualità ambientale indoor, 5. Qualità del servizio
  • sistema di pesatura: basata su peso relativo di ogni criterio e peso assoluto sull’intero protocollo
  • certificato
  • processo di certificazione.

Chi e Come Gestisce i Sistemi di Valutazione e Certificazione Ambientale Itaca Marche

La Regione Marche deve mantenere aggiornato il Sistema di Valutazione e il sistema di certificazione, sia per l’evoluzione dello schema di riferimento e dei risultati del monitoraggio, sia per quanto concerne i riferimenti normativi.

La scelta del tipo di sistema di valutazione, di contestualizzazione del protocollo e dello strumento informatico connesso rientra nei ruoli della Regione che tramite il coordinamento del processo di Sistema organizza e gestisce le riunioni di controllo approvando gli output dei prodotti. In ultimo, ma non per questo meno importante, organizza e gestisce la formazione per competenze specifiche sugli aspetti energetici e ambientali.

Il Processo di Qualifica e Riqualifica dei Certificatori Itaca

Con lo scopo finale di istituire e mantenere aggiornato un elenco dei certificatori Itaca aggiornato si sono definiti due figure ben distinte, il responsabile e gli attori di processo.

La Regione Marche (Amministratore di Sistema), coordina il processo per la definizione delle competenze nell’ambito dell’accreditamento dei centri di formazione, nell’accreditamento dei certificatori stessi, nella gestione dell’elenco, nella definizione delle specifiche tecniche per l’accreditamento e la definizione delle norme, tempi e durata dell’accreditamento.

Gli attori che partecipano al processo sono i centri di Formazione che effettuano la formazione qualificando i certificatori e i candidati, che fanno domanda e partecipano ai corsi sostenendo un esame finale.

Come si Diventa Certificatore Itaca Marche?

Gli operatori della sostenibilità degli edifici dovranno acquisire diverse competenze, da quelle tecniche nelle aree di valutazione a quelle specifiche sulla messa in opera di soluzioni edili sostenibili. Inoltre essi acquisiranno conoscenze teoriche a riguardo il processo e la procedura della certificazione, nelle caratteristiche dei materiali e nelle metodologie di controllo della performance degli edifici.

La formazione passerà tramite un percorso formativo, tenuto dall’ERAP, di 120 ore o 60/20, con esame finale, in relazione alle competenze teoriche e pratiche di ogni candidato.

Approfondimenti

A cura di Arch. Matteo Piccioni

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