Impianti di Riscaldamento Autonomi: Controllo Remoto della Caldaia e Regolazione Modulante



Chiunque sia alle prese con un impianto di riscaldamento autonomo saprà quanto è difficile decidere come programmare il cronotermostato che controlla la caldaia e non è un caso che la domanda ricorrente che mi viene fatta sia:

come posso impostare il cronotermostato per risparmiare il più possibile ed ottenere un buon comfort?

In realtà avanziamo troppe pretese nei confronti di un apparecchio che si può descrivere come un semplice interruttore ON-OFF e che cioè è in grado solamente di spegnere od accendere la caldaia ad orari e temperature prefissate.

Il problema è che in questo modo non abbiamo nessun controllo su ciò che accade nel generatore di calore (spesso invece capace di modulare l’erogazione del calore) e quindi non siamo in grado di evitare surplus di accensioni, temperature dell’acqua troppo elevate, dispersioni inutili, tutti comportamenti che riducono il rendimento dell’impianto.

Il controllo remoto della caldaia è un’ottima soluzione per tenere sotto controllo il comfort interno e i consumi energetici.

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Photo credit: criminalintent

La domanda corretta sarebbe dunque un’altra:

come posso impostare la caldaia in modo che il cronotermostato non mi spenga e accenda troppe volte l’impianto durante il suo funzionamento?

Bisogna impostare la caldaia al minimo della temperatura possibile ma che permetta comunque di raggiungere, tramite il sistema di erogazione (radiatori, pavimento, convettori, ecc..), il comfort desiderato. Purtroppo questa temperatura non è costante durante l’arco della stagione termica e proprio per tale ragione sono state introdotte (ormai decine di anni fa) le regolazioni climatiche, dotate di sonda esterna e che tramite quest’ultima calcolano il fabbisogno di calore necessario ed in grado di alzare od abbassare la temperatura di mandata della caldaia.

Le regolazioni climatiche sono obbligatorie per gli impianti di riscaldamento centralizzati, ma il fatto di essere complicate nella taratura esatta della curva climatica dell’impianto e di necessitare dell’installazione della sonda esterna a nord con il cablaggio che spesso ne consegue, ha frenato la loro diffusione sui piccoli impianti autonomi.

Si è cercato quindi negli ultimi anni un sistema alternativo che potesse sfruttare i vantaggi della regolazione modulante e quelli dei cablaggi esistenti realizzati per l’installazione dei cronotermostati e il risultato sono stati i comandi remoti per caldaie.

I controlli remoti sono esteticamente del tutto simili ai cronotermostati, ma in realtà sono degli apparecchi che misurano la temperatura ambiente, raccolgono i dati che l’utente inserisce quali temperature ed orari e comunicano attraverso i due vecchi cavi esistenti (in alcuni casi è necessario sostituirli) con la caldaia, la quale può modulare la corretta potenza in funzione della richiesta dall’ambiente senza inutili spegnimenti ed eccessi di calore (addirittura alimentando elettricamente il comando che così non ha bisogno di batterie).

La maggioranza delle caldaie sul mercato sono già predisposte per essere collegate ad un comando remoto ma per inconsapevolezza degli utenti e degli installatori è ancora raro vedere tali impianti in funzione. Un altro ostacolo è stata la carenza di standard e cioè la mancata diffusione di un protocollo di comunicazione tra caldaie e comandi remoti in modo da poter svincolare il produttore della caldaia da quello del comando ambientale. In realtà un tentativo di protocollo comune esiste ed è stato sposato da una serie di produttori sotto il nome di Opentherm.

Il protocollo Opentherm permette di installare controlli remoti con comunicazione bidirezionale collegati a qualsiasi caldaia dotata di tale interfaccia con il vantaggio non solo di controllare la caldaia ma anche di verificarne lo stato ed eventuali anomalie, insomma la naturale evoluzione del cronotermostato. Purtroppo i produttori di cronotermostati per ora stanno a guardare e tranne rari casi i comandi Opentherm di terze parti sono introvabili con il rischio che presto anche i produttori di caldaie si disaffezionino e ricomincino ad equipaggiare i loro prodotti con protocolli proprietari.

In conclusione, se ti capita di dover sostituire la caldaia, ricordati di chiedere se quella nuova potrà dotarsi di un controllo remoto da installare al posto dell’obsoleto cronotermostato e così facendo ne guadagnerai in maggior comfort e minor consumi.

A cura di Roello Piero

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