Riscaldamento a Pavimento: Risparmio Energetico e Benessere Termico in Casa


Il riscaldamento a pavimento è un impianto di riscaldamento a bassa temperatura che consente un considerevole risparmio energetico e genera un elevato comfort termico.

Gli impianti di riscaldamento tradizionali a radiatori utilizzano acqua calda con temperature variabili da 50°C ad 80°C. Il riscaldamento a pavimento permette di riscaldare gli edifici utilizzando acqua con temperature più basse, attorno a 30-35°C.



Riscaldamento a Pavimento: Risparmio Energetico e Benessere Termico in Casa

Photo credit: Telstar Logistics




Il risparmio energetico è direttamente conseguente all’utilizzo di acqua calda ad una temperatura sensibilmente più bassa di quella occorrente per riscaldare gli ambienti con i radiatori, mentre la sensazione di benessere deriva da una migliore umidità relativa dell’aria e da una più omogenea stratificazione dell’aria riscaldata dal riscaldamento a pavimento.

Per la progettazione degli impianti a pannelli radianti puoi fare riferimento alla norma tecnica UNI EN 1264, che li divide in tre tipologie:

  • Impianti con tubi annegati nello strato di supporto.
  • Impianti con tubi sotto lo strato di supporto.
  • Impianti annegati in uno strato livellante, in cui lo strato aderisce ad un doppio strato di separazione.

Vediamo i dettagli:











Le Caratteristiche del Riscaldamento a Pavimento

Riscaldamento-pavimento-caratteristiche

Photo credit: colemama



Il primo impianto di riscaldamento a pavimento fu realizzato dai Cinesi circa 2000 anni fa, facendo scorrere i fumi del fuoco dentro cunicoli posti sotto il pavimento. I Romani affinarono questa tecnica nelle terme: convogliavano i fumi di un focolare interno sotto i cunicoli del pavimento e nelle intercapedini ricavate dentro le murature.

Nel secolo scorso fu realizzato un tipo di riscaldamento a pavimento con una tubazione sottotraccia in acciaio percorsa da acqua calda. Questa tecnica non ebbe grande diffusione soprattutto perché l’elevata temperatura dell’acqua immessa nel circuito creava fastidiosi effetti alla circolazione sanguigna delle gambe.

A partire dall’inizio degli anni ’80, il progresso tecnico ha mutato completamente la tecnica del riscaldamento a pavimento, sia impiegando materiale completamente diverso (tubi in polietilene, supporti in polistirolo, ecc.), sia, soprattutto, per la bassa temperatura dell’acqua del circuito, che non supera mai i 35-40°C.

La validità di questa tecnologia è suffragata dall’accelerazione della diffusione del riscaldamento a pavimento soprattutto nell’Europa centro-settentrionale (Francia e Germania in particolare), dove la quota di mercato nelle nuove costruzioni supera il 50%.









I Vantaggi del Riscaldamento a Pavimento

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Photo credit: Andrea Ursini Casalena



Il vantaggio più significativo dei pannelli radianti è costituito dal risparmio energetico: usando l’acqua con basse temperature di esercizio, si abbassa notevolmente il consumo energetico globale dell’impianto. Inoltre, proprio in virtù delle basse temperature richieste, è possibile integrare la caldaia tradizionale con fonti energetiche alternative, ed in modo particolare con i pannelli solari termici, che inviando all’impianto acqua già riscaldata dal sole, aumentano il risparmio di combustibile.


Un altro importante vantaggio è il comfort ambientale. Infatti, negli impianti di riscaldamento convenzionali l’aria riscaldata, per legge fisica, sale in alto creando nell’ambiente una stratificazione indesiderata delle temperature (più elevate all’altezza della testa e del soffitto).

Con il riscaldamento a pavimento, invece, l’emissione del calore prodotta dall’intero pavimento radiante consente una uniformità di temperature pressoché perfetta, evitando i classici punti freddi che si riscontrano negli impianti a radiatori. Questo permette, a parità di comfort, di tenere la temperatura dell’aria almeno mezzo grado più bassa (anche da ciò deriva una parte del risparmio energetico).

Infine, riscaldando gli ambienti con i radiatori, si provoca facilmente il fenomeno dell’aria asciutta (a partire da una temperatura di 60°C iniziano a formarsi i batuffoli di polvere), che causa il rinsecchimento delle mucose del naso e della bocca, facilitando l’insorgenza di allergie, malessere ed anche malattie dell’apparato respiratorio.


Gli impianti di riscaldamento a pavimento, invece, assicurano valori di umidità relativa ottimali per il comfort ambientale (entro il 40-60%). Anche le condizioni di respirabilità dell’aria sono migliori, nel senso che a causa della bassa velocità dell’aria, minore è la quantità di pulviscolo atmosferico innalzato.

L’impianto di riscaldamento a pavimento, infine, consente di disporre di maggior spazio utile nelle abitazioni, poiché nessuna parete è occupata dai radiatori. Anche l’entità delle opere murarie è ridotta al minimo rispetto ad altre tipologie e l’esecuzione dell’impianto è semplice ed agevole.


Ovviamente, per essere economicamente conveniente, l’impianto di riscaldamento a pavimento va previsto in sede di progettazione dell’edificio, oppure quando eventuali opere di ristrutturazione o manutenzione dell’impianto riguardano il rifacimento dei pavimenti.









Il Raffrescamento a Pavimento

Raffrescamento-pavimento

Photo credit: Ian Sane



Applicando un concetto più globale del comfort domestico ed ambientale, le tecnologie più recenti permettono di impiegare gli stessi impianti sia per il riscaldamento che per il raffrescamento estivo e la depurazione dell’aria.

Anche il riscaldamento a pavimento può combinare in un unico impianto i componenti necessari per le due esigenze. Integrandolo con alcuni elementi quali deumidificatori,
umidostati, pompe di calore, ecc., l’impianto funziona facilmente anche per il raffrescamento estivo.

Pertanto, in fase di progettazione dell’impianto è importante prevedere anche la disposizione per il raffrescamento estivo, evitando ulteriori successivi interventi. Questa soluzione è particolarmente adatta per gli edifici residenziali.






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5 luglio 2010 \ Andrea Ursini Casalena

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