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> <channel><title>Commenti a: Progettare Case Solari: Tecnica del Guadagno Solare Diretto</title> <atom:link href="http://www.mygreenbuildings.org/2009/12/19/progettare-case-solari-tecnica-del-guadagno-solare-diretto.html/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.mygreenbuildings.org/2009/12/19/progettare-case-solari-tecnica-del-guadagno-solare-diretto.html</link> <description>Risparmio Energetico e Sostenibilità Ambientale negli Edifici</description> <lastBuildDate>Fri, 03 Sep 2010 21:37:15 +0000</lastBuildDate> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator> <item><title>Di: Andrea Ursini Casalena</title><link>http://www.mygreenbuildings.org/2009/12/19/progettare-case-solari-tecnica-del-guadagno-solare-diretto.html#comment-1488</link> <dc:creator>Andrea Ursini Casalena</dc:creator> <pubDate>Sun, 20 Dec 2009 16:28:36 +0000</pubDate> <guid
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href="http://www.mygreenbuildings.org/2009/03/30/sistemi-solari-passivi-e-sostenibilita-come-si-progetta-una-casa-solare.html" title="I sistemi solari passivi: cosa sono" target="_blank" rel="nofollow">sistemi solari passivi</a>, cioè tutti quei sistemi in grado di sfruttare l’energia solare senza l’utilizzo di impianti speciali ma semplicemente grazie all’utilizzo di idonei accorgimenti architettonici in grado di captare i raggi solari ed accumularli sotto forma di calore all’interno dell’edificio.</p><p><strong>Quindi in questo caso si privilegiano gli apporti</strong> di calore gratuito sull&#8217;iperisolamento.</p><p>Grazie ancora e Buone Feste anche a te!</p><p>A presto!</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: marco boscolo</title><link>http://www.mygreenbuildings.org/2009/12/19/progettare-case-solari-tecnica-del-guadagno-solare-diretto.html#comment-1487</link> <dc:creator>marco boscolo</dc:creator> <pubDate>Sun, 20 Dec 2009 15:56:07 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.mygreenbuildings.org/?p=3706#comment-1487</guid> <description>Ciao Andrea
con l&#039;uso del termine passivo si rischia di creare confusione tra i non addetti.&lt;strong&gt;Gli edifici iperisolati&lt;/strong&gt; (passive house secondo lo standard del PH institut) sono edifici &quot;insensibili&quot; alle condizioni climatiche avendo una inerzia di almeno 3 gg rispetto alle variazioni climatiche esterne.
La filosofia è di ridurre al massimo le perdite (loss) e conseguentemente sfruttare poco i guadagni (gain) per non avere problemi estivi.&lt;strong&gt;Gli edifici &quot;bioclimatici&quot;&lt;/strong&gt; ossia quelli che massimizzano gli apporti solari (gain) sono differenti  come concezione (ampie finestrature a sud per semplificare brutalmente il problema) e controllo degli apporti estivi (non sempre facile per la presenza delle ampie finestre).Molti tecnici sono indotti a pensare ai primi come edifici che &quot;non respirano&quot; (cosa non vera) e ai secondi come bioedifici (costruiti solo con materiali naturali, cosa altrettanto non vera).Dal punto di vista tecnologico mi affascinano più  i primi (approccio prestazionale per definire i materiali e componenti, tenuta all&#039;aria, riduzione dei ponti termici,  ventilazione con recupero) che i secondi (vasche d&#039;acqua in copertura, muri di trombe), ma questo è soggettivo.Buone Feste.
Marco</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Andrea<br
/> con l&#8217;uso del termine passivo si rischia di creare confusione tra i non addetti.</p><p><strong>Gli edifici iperisolati</strong> (passive house secondo lo standard del PH institut) sono edifici &#8220;insensibili&#8221; alle condizioni climatiche avendo una inerzia di almeno 3 gg rispetto alle variazioni climatiche esterne.<br
/> La filosofia è di ridurre al massimo le perdite (loss) e conseguentemente sfruttare poco i guadagni (gain) per non avere problemi estivi.</p><p><strong>Gli edifici &#8220;bioclimatici&#8221;</strong> ossia quelli che massimizzano gli apporti solari (gain) sono differenti  come concezione (ampie finestrature a sud per semplificare brutalmente il problema) e controllo degli apporti estivi (non sempre facile per la presenza delle ampie finestre).</p><p>Molti tecnici sono indotti a pensare ai primi come edifici che &#8220;non respirano&#8221; (cosa non vera) e ai secondi come bioedifici (costruiti solo con materiali naturali, cosa altrettanto non vera).</p><p>Dal punto di vista tecnologico mi affascinano più  i primi (approccio prestazionale per definire i materiali e componenti, tenuta all&#8217;aria, riduzione dei ponti termici,  ventilazione con recupero) che i secondi (vasche d&#8217;acqua in copertura, muri di trombe), ma questo è soggettivo.</p><p>Buone Feste.<br
/> Marco</p> ]]></content:encoded> </item> </channel> </rss>
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