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	<title>Commenti a: Progettare Case Solari: Tecnica del Guadagno Solare Diretto</title>
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	<description>Risparmio Energetico e Sostenibilità Ambientale negli Edifici</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 23:23:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Andrea Ursini Casalena</title>
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		<dc:creator>Andrea Ursini Casalena</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 16:28:36 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Marco e grazie delle tue precisazioni sulla casa passiva secondo il PH institut, secondo cui il termine passivo sta ad indicare il minimo utilizzo di energia fossile disperdendo calore il meno possibile. 

&lt;strong&gt;Per casa solare passiva&lt;/strong&gt; non intendo una casa superisolata, ma una casa che sfrutta i &lt;a href=&quot;http://www.mygreenbuildings.org/2009/03/30/sistemi-solari-passivi-e-sostenibilita-come-si-progetta-una-casa-solare.html&quot; title=&quot;I sistemi solari passivi: cosa sono&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;sistemi solari passivi&lt;/a&gt;, cioè tutti quei sistemi in grado di sfruttare l’energia solare senza l’utilizzo di impianti speciali ma semplicemente grazie all’utilizzo di idonei accorgimenti architettonici in grado di captare i raggi solari ed accumularli sotto forma di calore all’interno dell’edificio.

&lt;strong&gt;Quindi in questo caso si privilegiano gli apporti&lt;/strong&gt; di calore gratuito sull&#039;iperisolamento.

Grazie ancora e Buone Feste anche a te!

A presto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco e grazie delle tue precisazioni sulla casa passiva secondo il PH institut, secondo cui il termine passivo sta ad indicare il minimo utilizzo di energia fossile disperdendo calore il meno possibile. </p>
<p><strong>Per casa solare passiva</strong> non intendo una casa superisolata, ma una casa che sfrutta i <a href="http://www.mygreenbuildings.org/2009/03/30/sistemi-solari-passivi-e-sostenibilita-come-si-progetta-una-casa-solare.html" title="I sistemi solari passivi: cosa sono" target="_blank" >sistemi solari passivi</a>, cioè tutti quei sistemi in grado di sfruttare l’energia solare senza l’utilizzo di impianti speciali ma semplicemente grazie all’utilizzo di idonei accorgimenti architettonici in grado di captare i raggi solari ed accumularli sotto forma di calore all’interno dell’edificio.</p>
<p><strong>Quindi in questo caso si privilegiano gli apporti</strong> di calore gratuito sull&#8217;iperisolamento.</p>
<p>Grazie ancora e Buone Feste anche a te!</p>
<p>A presto!</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: marco boscolo</title>
		<link>http://www.mygreenbuildings.org/2009/12/19/progettare-case-solari-tecnica-del-guadagno-solare-diretto.html#comment-1487</link>
		<dc:creator>marco boscolo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 15:56:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mygreenbuildings.org/?p=3706#comment-1487</guid>
		<description>Ciao Andrea 
con l&#039;uso del termine passivo si rischia di creare confusione tra i non addetti. 

&lt;strong&gt;Gli edifici iperisolati&lt;/strong&gt; (passive house secondo lo standard del PH institut) sono edifici &quot;insensibili&quot; alle condizioni climatiche avendo una inerzia di almeno 3 gg rispetto alle variazioni climatiche esterne.
La filosofia è di ridurre al massimo le perdite (loss) e conseguentemente sfruttare poco i guadagni (gain) per non avere problemi estivi.

&lt;strong&gt;Gli edifici &quot;bioclimatici&quot;&lt;/strong&gt; ossia quelli che massimizzano gli apporti solari (gain) sono differenti  come concezione (ampie finestrature a sud per semplificare brutalmente il problema) e controllo degli apporti estivi (non sempre facile per la presenza delle ampie finestre).

Molti tecnici sono indotti a pensare ai primi come edifici che &quot;non respirano&quot; (cosa non vera) e ai secondi come bioedifici (costruiti solo con materiali naturali, cosa altrettanto non vera). 

Dal punto di vista tecnologico mi affascinano più  i primi (approccio prestazionale per definire i materiali e componenti, tenuta all&#039;aria, riduzione dei ponti termici,  ventilazione con recupero) che i secondi (vasche d&#039;acqua in copertura, muri di trombe), ma questo è soggettivo.

Buone Feste.
Marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Andrea<br />
con l&#8217;uso del termine passivo si rischia di creare confusione tra i non addetti. </p>
<p><strong>Gli edifici iperisolati</strong> (passive house secondo lo standard del PH institut) sono edifici &#8220;insensibili&#8221; alle condizioni climatiche avendo una inerzia di almeno 3 gg rispetto alle variazioni climatiche esterne.<br />
La filosofia è di ridurre al massimo le perdite (loss) e conseguentemente sfruttare poco i guadagni (gain) per non avere problemi estivi.</p>
<p><strong>Gli edifici &#8220;bioclimatici&#8221;</strong> ossia quelli che massimizzano gli apporti solari (gain) sono differenti  come concezione (ampie finestrature a sud per semplificare brutalmente il problema) e controllo degli apporti estivi (non sempre facile per la presenza delle ampie finestre).</p>
<p>Molti tecnici sono indotti a pensare ai primi come edifici che &#8220;non respirano&#8221; (cosa non vera) e ai secondi come bioedifici (costruiti solo con materiali naturali, cosa altrettanto non vera). </p>
<p>Dal punto di vista tecnologico mi affascinano più  i primi (approccio prestazionale per definire i materiali e componenti, tenuta all&#8217;aria, riduzione dei ponti termici,  ventilazione con recupero) che i secondi (vasche d&#8217;acqua in copertura, muri di trombe), ma questo è soggettivo.</p>
<p>Buone Feste.<br />
Marco</p>
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